"Lo sapevo io, lo sapeva lei, lo sanno i miei figli: non penso di riuscire a vivere senza averla al fianco": un ricordo commosso quello che Vittorio Feltri scrive sul Giornale a proposito di sua moglie, Enoe Bonfanti, morta ieri all'età di 88 anni. "Non sapevo di dover vivere questo momento. Ho sperato con tutte le mie forze che non capitasse", aggiunge il direttore editoriale del quotidiano. Che poi rivela di aver "conosciuto momenti di pace, tutti legati a lei". "In qualsiasi situazione mi trovassi, anche lontano, anche quando sapevo che in quel preciso momento era arrabbiata con me, pensavo: lei è casa. Mi aspettava. Comunque fossi arrivato, avrei trovato la tavola imbandita e due bocconi da mangiare insieme", racconta.
Come già detto molte volte, Feltri anche in questa triste occasione riconosce alla moglie qualcosa di molto importante: "Mi ha salvato la vita. Me l'ha salvata in molti sensi. Ha salvato per me la possibilità di esistere, di fare il mestiere che mi è piaciuto, di essere padre e di esserle marito. Marito alla mia maniera scombinata, ma non ho mai pensato di poterla lasciare. Semmai ho avuto timore che mi abbandonasse lei, e ne avrebbe avuto ben ragione. Conoscendo però il suo cuore profondo e il suo amore per me, ho sempre creduto che mi avrebbe accolto. Non dico perdonato: non capisco ancora bene che cosa avesse da perdonarmi. So soltanto che mi perdonava".
Poi, una riflessione sulla morte: "In quest’ultimo anno ho pensato anche alla mia morte, e devo dire che l’ho pensata con stupore. Ho sempre confessato il mio ateismo, forse con una punta di spavalderia. Ultimamente però il morire mi è parso razionalmente quasi assurdo. La condanna all’assurdità, ho imparato, l’hanno sperimentata uomini assai più grandi di me: uno per tutti Camus, lo scrittore che ho molto amato. Lei, con la saggezza delle valli bergamasche, non ha mai voluto dare retta a questi miei discorsi. E adesso mi sembra ancora più assurdo che quello sguardo non ci sia più". E infine: "Cinquantotto anni di nozze. Non penso che nulla mi consolerà. Soltanto il pensiero che lei c’è stata. E che insieme abbiamo avuto dei figli che spesso, anche su queste colonne, ho maltrattato, ma che lei ha amato; e loro le hanno voluto un bene immenso, e nonostante tutto vogliono bene anche a me. E ora taccio".