Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola tremano: la loro posizione potrebbe aggravarsi. Infatti, come rivela Il Giornale, Natalia Potenza, ex compagna di Lavitola, starebbe per consegnare ai pm che conducono l'inchiesta una memoriale, una sorta di confessione da cui potrebbero emergere dettagli compromettenti.
La donna, argentina, avrebbe deciso di rompere il silenzio mantenuto dall'arresto di Lavitola, che risale al 10 agosto. La memoria potrebbe essere accompagnata da una deposizione davanti agli inquirenti e rappresentare un nuovo, pesante tassello nell'indagine.
Potenza conosce da vicino Lavitola e, secondo quanto riferito, continua a gestire il Bistrot di Monteverde, del quale è titolare della società insieme all'amministratore Antonio Imbriani. Il rapporto con l'ex compagno, però, da tempo è arrivato al capolinea. Dal carcere di Rebibbia, Lavitola le avrebbe inviato due lettere nel tentativo di ricucire la relazione. Missione fallita.
Ora l'attenzione degli investigatori è puntata sulle informazioni che la Potenza potrebbe rivelare alla Procura. Al centro dell'attenzione i rapporti tra Lavitola e Ranucci, ma anche - e soprattutto - gli affari in Africa, gli investimenti in Zimbabwe e i presunti collegamenti con la redazione di Report.
Ad aumentare la distanza tra i due sarebbe stata anche la scelta della Potenza di affidarsi a un nuovo legale, affrancandosi dalla linea difensiva di Lavitola. Una decisione maturata mentre gli inquirenti approfondiscono anche il capitolo dei presunti messaggi in codice e dei contatti dell'ex editore dell'Avanti.
Nel frattempo, l'inchiesta prosegue su più fronti. Il 7 settembre è fissata l'udienza davanti al Riesame, mentre Lavitola si prepara a fornire nuovi chiarimenti agli investigatori. Tra i punti da chiarire, il colloquio avuto con Ranucci a settembre, durante il quale lo avrebbe avvertito del rischio di attentati, e lo scambio di mail legato a un'intervista rilasciata dal conduttore a un giornale dello Zimbabwe sul carbon credit in Africa.