Dopo l'allontanamento da Report, dopo essersi mostrato come un martire, Sigfrido Ranucci passa al contrattacco. E tenta contro la Rai una mossa clamorosa: si muove per ottenere il reintegro.
La battaglia tra il giornalista e Viale Mazzini entra nel vivo. Scaduti i sette giorni concessi dai suoi legali all'azienda per chiarire le ragioni della rimozione dalla conduzione, Ranucci ha avviato la procedura per ottenere un reintegro cautelare d'urgenza, con l'obiettivo di tornare alla guida di Report già prima dell'inizio della nuova stagione, previsto l'8 novembre.
A confermare l'iniziativa è lo stesso Ranucci, che in un'intervista al Corriere: "Ancora non ho rifiutato le proposte che mi ha fatto la Rai, ho trenta giorni. C’è anche la possibilità di un reintegro, quindi faremo una conduzione a quattro, a cinque o a sei…". Una battuta che chiama in causa anche il nuovo assetto del programma, affidato alla co-conduzione di Daniele Piervincenzi e Claudia Di Pasquale.
Il punto centrale della strategia difensiva riguarda però le motivazioni dell'azienda. L'avvocato Roberto De Vita contesta infatti alla Rai di aver evocato pressioni e interferenze senza indicare fatti precisi: "Dopo aver dichiarato formalmente l’esistenza di "continue pressioni, opacità, commistione, interferenze, obiettiva incompatibilità", l'azienda ha comunicato che non intende esplicitare le ragioni di fatto e le circostanze alla base di quel che ha scritto. Qualora vi fossero stati fatti concreti, non avrebbe avuto difficoltà a rappresentarli. Si tratta, a tutta evidenza, della insussistenza di motivazioni fattuali ovvero di ragioni esplicitabili. Grave che lo faccia un datore di lavoro, ancor più grave che lo faccia un’azienda pubblica".
Da qui la scelta di ricorrere all'articolo 700 del codice di procedura civile: la richiesta sarà sottoposta al Giudice del Lavoro, chiamato a valutare sia la fondatezza delle ragioni di Ranucci sia l'urgenza del provvedimento. L'obiettivo è ottenere una decisione in tempi compatibili con il ritorno in onda di Report.
Se l'istanza venisse accolta, la Rai potrebbe dunque essere costretta a rivedere in extremis il nuovo assetto del programma. In caso contrario, la contesa proseguirebbe attraverso un giudizio ordinario, con tempi decisamente più lunghi. Intanto, il prossimo passaggio è atteso il 17 settembre, quando il Cda Rai tornerà a occuparsi del dossier Report.