Il conto corrente dell’eurodeputata Ilaria Salis pignorato per il mancato pagamento delle spese legali per la vicenda dei due ex collaboratori che aveva licenziato. È quanto riferisce il Giornale che scrive di un pignoramento "presso terzi" del conto dell'europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra. La somma contestata sarebbe di circa 7 mila euro, secondo la ricostruzione del quotidiano. Il pignoramento riguarderebbe il conto sul quale confluiscono anche le somme percepite da Salis come parlamentare europea. "Prima licenzia, senza preavviso e senza giusta causa, due assistenti parlamentari che aveva assunto appena un anno fa: e viene condannata a risarcirli" con circa 300 mila euro - scrive Luca Fazzo sul quotidiano -. Adesso Ilaria Salis, eurodeputata di Avs, ne combina un’altra: cerca di non pagare il risarcimento ai due, perde la causa, viene condannata a risarcire le spese legali. Non paga neanche quelle. Risultato: gli avvocati degli ex dipendenti hanno fatto scattare il pignoramento 'presso terzi' dei beni della Salis. Significa che a venire pignorato sarà il conto corrente bancario intestato" alla Salis, cioè "il conto dove approda anche lo stipendio da eurodeputata. Pochi spiccioli, circa 7mila euro".
Nel frattempo sono i legali dell'europarlamentare a dare la loro versione dei fatti. O meglio, quella della loro assistita. "Non vi è stato alcun rifiuto di pagare da parte dell'Onorevole. Nessuna richiesta di pagamento le è stata portata compiutamente a conoscenza". Lo rendono noto i legali dell'europarlamentare Ilaria Salis in una nota. Nonostante sia titolare di un domicilio digitale regolarmente iscritto all'Indice nazionale dei Domicili Digitali, Salis "non ha ricevuto a tale indirizzo né l'atto di precetto né l'atto di pignoramento e, a tutt'oggi, non è a conoscenza dell'esatto importo preteso né delle coordinate necessarie per effettuare il pagamento".
Al contrario, "l'Onorevole aveva incaricato i difensori di contattare le controparti al fine di proporre una definizione rateale delle somme eventualmente dovute". I legali precisano che la condanna è stata impugnata e sarà riesaminata dalla Corte d'Appello di Milano il prossimo ottobre. "Anche la sentenza principale, erroneamente descritta in alcuni articoli come definitiva, non è definitiva: la sua efficacia esecutiva è stata sospesa e la relativa controversia è tuttora pendente in appello - viene precisato - Va infine ricordato che il giudizio di primo grado si è svolto senza che" l'europarlamentare "ne avesse mai avuto conoscenza". "Contrariamente a quanto riportato, gli atti non le furono notificati presso la sua residenza, bensì nelle forme previste per le persone irreperibili, nonostante la sua residenza risultasse regolarmente iscritta all'anagrafe", specificano. "L'Onorevole Salis non si è dunque mai sottratta alle proprie eventuali obbligazioni ed è disponibile a corrispondere quanto dovesse risultare effettivamente dovuto all'esito dei giudizi in corso, non appena le saranno comunicati l'importo e le coordinate necessarie al pagamento", si chiude la nota.