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Sigfrido Ranucci, strano caso in Rai: lettere anonime e accuse di molestie? Zero controllori

mercoledì 16 settembre 2026

2' di lettura

Uno strano silenzio intorno a quanto accadeva per mano di Sigfrido Ranucci. Gli audit interni della Rai sul conduttore di Report si concludevano nel silenzio, così come i rapporti con le stagiste, raccontati da lui stesso nel suo libro, passavano inosservati. Eppure, spiega Il Foglio, "è una storia di lettere anonime, corvi, presunte molestie, 'comportamenti irregolari del conduttore', mai dimostrati, suggerimenti che la vecchia governance Rai (l’inedito che ora si scopre) ha preferito disattendere".

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Un esempio? Era il 2021 e una puntata di Report aveva la forza di distruggere economie e aziende quotate. Nonostante questo nessun direttore Rai osava chiedere al giornalista cosa stesse per mandare in onda o i collaboratori che sceglieva. "Sì, c’era stato un audit interno su presunti comportamenti irregolari di Ranucci che è stato archiviato", ammette l'ad Rai di allora, Carlo Fuortes. Ma i comportamenti discutibili non finiscono qui. "Vale raccontare la complicità di pezzi di Rai che hanno permesso a Ranucci di minacciare parlamentari, ed è il caso di Andrea Ruggeri, ex deputato di Forza Italia, che ha ricevuto messaggi da Ranucci, avvisi su presunti dossier di politici (di cui Ranucci era in possesso) che facevano uso di cocaina", ricorda sempre il quotidiano di Claudio Cerasa.

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Poi qualcosa sembra muoversi nel novembre del 2021 quando ai vertici Rai arriva una segnalazione su Report, su comportamenti censurabili da parte di Ranucci. La stessa segnalazione viene spedita, a luglio, ai membri della Commissione di Vigilanza di cui fanno parte Faraone e Ruggeri. Si parla di tre casi, sono tre casi che riguardano tre donne. Nella missiva, che lo stesso conduttore denuncerà, si elencano due casi di mobbing, si fa riferimento a un'inchiesta condotta con superficialità, al punto da danneggiare l'azienda. In entrambi i casi si menzionano legami sentimentali e successive forme di esclusione, una volta finite le relazioni. Il terzo caso che viene denunciato in quella lettera riguarda una delle fondatrici di Report, allontanata per non aver confezionato un'inchiesta ostile contro un gruppo sanitario lombardo. Il motivo? L'accusa non regge, le tesi sono preconcette. Allora si apre un audit interno Rai, ma il caso scoppia, il 24 novembre 2021, in Commissione di Vigilanza. Faraone, di IV, interviene e per la prima volta introduce il caso della lettera anonima. 

A riguardo vengono ascoltati i redattori di Report, gli stessi a cui Ranucci stabilisce stipendi e assegna trasferte e servizi. I pochi che provano a raccontare una versione diversa non vengono ricevuto dai direttori, i contenuti dell’audit si diffondono e tanto basta per capire che la bilancia pende a favore di Ranucci. E infatti l'audit Rai si chiude con l’archiviazione. Ora la domanda è una: su duecento programmi Rai, Report era l’unico a non avere un capostruttura esterno. Perché? Perché Ranucci poteva controllare tutto?

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