Non c'è solo Giuseppe Conte con il suo "nuovo" Movimento 5 Stelle nel mirino di Beppe Grillo. Il comico guru torna a gamba tesa in politica con la lunga intervista a Pulp Podcast, da Fedez e Mr. Marra, e tira in ballo pure Sigfrido Ranucci, l'ormai ex conduttore (e padrone) di Report su Rai 3.
"Le indagini" della trasmissione d'inchiesta fondato da Milena Gabanelli "venivano fatte un po' come se volessero arrivare a un punto prestabilito, però su Ranucci non do giudizi perché ho poco interesse per queste vicende, la Rai non è più niente, è una tv commerciale gestita male, con 13.000 dipendenti". "La trasmissione Report a me è anche riguardata, quindi parlo anche un po' con cognizione di causa", conclude Grillo.
Beppe ne ha anche per un suo grande ex sostenitore Marco Travaglio, il direttore del Fatto quotidiano che a inizio anni Dieci ha rappresentato il primo house organ del M5s passato oggi armi e bagagli con Conte. "Il popolo del M5s sono persone nuove. Io non ce l'ho col Movimento, sono anche persone in gamba, ma lo spirito non c'è più, è completamente diverso".
Riguardo al ricorso sul simbolo, "io lo farei anche per dare valore al Reverendo Jones, dovrebbe avere la sua faccia, col suo stemma e mandare avanti la sua cosa. lo faccio per lui". Il Reverendo Jones, ovviamente, è Conte. Poi, parlando del Fatto: "Con Travaglio non abbiamo più niente da dividere, quando una persona ha un'idea della realtà che deve combattere con la propria opinione... Trovo che sia ancora un ottimo giornalista, non ho critiche personali da fare, ma il giornalismo è una professione in via di estinzione".