"Oggi il Movimento 5 Stelle è una roba diversa, gestito dal Reverendo Jones, l'uomo che sussurrava ai cavilli". Beppe Grillo arriva nello studio di Pulp Podcast, per l'intervista-evento da Fedez e Mr. Marra, e sgancia il siluro su Giuseppe Conte, l'uomo a cui ha giurato guerra.
Prima però, il comico e guru, fondatore del M5s insieme a Gianroberto Casaleggio, affronta il tema doloroso del figlio Ciro, condannato in primo grado nel 2025 a 8 anni per stupro a Tempio Pausania. "Con questa spada di Damocle sulla testa si è laureato, 110 e lode, si è fatto una famiglia, ha una bambina studente e una moglie straordinaria, studia per diventare avvocato penalista e gridare al mondo la sua innocenza, vuole difendersi da solo".
Poi, dalle battute sulla sua memoria fallace, ragionamenti alti e filosofici su passato e presente, intelligenza artificiale che fa a cazzotti con i faldoni pieni di fogli con appunti scritti a mano con la matita, Beppe sgombra subito il campo dalla prima, grande incognita: "Come faccio io a fondare un partito, a organizzarlo? Mi dispiace ma non ho il potere di farlo, non ne ho la facoltà. Io posso dare degli input, delle idee sull'ambiente, la religione. Questo potere che ha la religione deriva dal fatto che a Gerusalemme non hanno mai costruito un manicomio. La religione è l'Alzheimer della filosofia".
Beppe Grillo a Pulp Podcast: guarda qui il video su Youtube
Quindi il conflitto tra la democrazia "rimasta al Paleolitico" e una tecnologia avanzatissima: "Ecco che parliamo di fascismo, di patria, bandiera, nazionalismo. Sono malattie infantili". Così spiega, per esempio, il boom dell'AfD in Germania, "dove non esiste lo straniero. Esiste il povero. La periferia ha una visione terrificante dello straniero, il centro città parla di valore aggiunto. Il pensiero si sta rattrappendo, oggi le persone intelligenti si nascondono, hanno paura di confrontarsi con Vannacci. Il suo futuro sono domande stupide, c'è sempre un sottile astio sotto, più gli sputi sopra più lui si appiccica".
Fedez e Mr. Marra passano in rassegna le mille vite di Grillo, comico, cabarettista, venditore (licenziato). Poi la svolta dei teatri, dove nasce di fatto il Movimento. "Parlavo di politica, di tecnologia, di acqua, di mobilità, di rifiuti. Mi sono iscritto al Pd ad Arzachena e gli ho detto: 'Prendetevi voi questi argomenti, sono cose vostre'. Poi è uscito Fassino con la sua profezia, non mi hanno preso e con Casaleggio sono andato avanti".
Ed eccoci all'avventura in Parlamento, finita male con la cacciata di Grillo imposta da Conte. "Non ho rimpianti, oggi ci sono queste persone che si agitano dentro un Movimento che di progressista ha solo la paralisi della mente, non hanno un'idea. Il 2050 sul simbolo l'ho fatto mettere io, volevo che tutti i partiti pensassero: guardiamo avanti". Quando arrivò a Palazzo Chigi Mario Draghi, il loro fu un dialogo forse impossibile, ma molto divertente: "Ci mandavamo messaggi come 'le fragole sono mature'. E lui mi rispondeva: 'I mirtilli ancora no'. Io usavo queste battute sul blog come Radio Londra…".
Chi sostiene il M5s oggi "sono persone nuove. C'è uno spirito che non c'è più, era la felicità del donarsi". Da qui il nodo del simbolo, che potrebbe diventare una bomba giudiziaria contro Conte: "Io lo farei per dare valore al Reverendo Jones, dovrebbe avere la sua faccia. Io lo faccio per lui".
Non manca la critica al Fatto quotidiano, il giornale più "contiano" d'Italia: "Marco Travaglio? Non lo sento più, non ho nessun rapporto. Lui va per la sua strada e non abbiamo più niente da condividere. Cosa parlo io con uno che si sta per estinguere, come tutto il giornalismo?". Tranquilli, comunque, propone Fedez a Beppe: "Se tu vorrai qui o sulla nostra pagina Instagram un tuo spazio lo avrai sempre".