La campagna elettorale è già iniziata e il centrodestra, secondo il volto storico di “Dritto e Rovescio” Paolo Del Debbio, parte con un vantaggio: è più compatto rispetto a un centrosinistra ancora alle prese con programma, alleanze e leadership. Il giornalista Mediaset, intervistato da Il Tempo, fotografa così lo scenario politico in vista della prossima sfida elettorale, prendendo in prestito una definizione dell’ex-Pontefice, Jorge Bergoglio: "È abbastanza evidente che la campagna elettorale sia già iniziata e mi sembra, come diceva Papa Francesco, la guerra mondiale a pezzi".
Per Del Debbio il problema principale del centrodestra è Matteo Salvini, mentre il centrosinistra deve ancora definire la propria identità: "Il centrodestra lo vedo più compatto". E sul rapporto con Vannacci aggiunge: "Ma come fai a metterlo dentro. Credo che Meloni preferisca stare all’opposizione, e lei la sa fare, che stare al governo con questa zavorra pazzesca". Il collante del centrosinistra, cioè il fronte comune contro Giorgia Meloni, non convince il conduttore di Rete4: "Non è un collante. D’altronde per mettere insieme tutti sotto un unico ombrello ci volle un cardinale come Prodi e non finì comunque bene".
Nel Pd, però, la presenza dei riformisti rappresenta un segnale. "Uno scostamento troppo a sinistra del Pd non piace a più di qualcuno dentro il partito; non solo ai riformisti", spiega, citando tra gli altri Bonaccini e Ricci. Sulla Meloni, Del Debbio ritiene che la premier possa rivendicare quanto fatto a Palazzo Chigi: "Si presenterà dicendo che ciò che è stato fatto era il massimo con i fondi a disposizione. E che finirà ciò che ha iniziato facendo anche di più". Sull’esenzione del bollo auto, vista come strumentale, Del Debbio minimizza: “Si è sempre fatto. In economia si chiama ciclo economico elettorale”. Quanto agli elettori, la priorità resta concreta: "È preoccupata delle solite cose: la sicurezza, il lavoro, il costo della vita".