Prima gli immigrati! Nella rossissima Ravenna, il Comune sembra avere a cuore più i profughi che gli anziani e i fragili della città. La prova? Guardate questi numeri che Libero pubblica in esclusiva. Cinque anni di spese, dal 2021 al 2025, durante i quali il conto per immigrazione, accoglienza e mediazione interculturale cresce fino a superare, dal 2023, quello per gli anziani. Nel 2021 le tre voci legate all’immigrazione costano complessivamente 2.605.787 euro.
Quasi tutto finisce nell’assistenza e nell’accoglienza dei titolari di protezione internazionale e dei minori: 2.308.693 euro. A questi si aggiungono 164.011 euro per le vittime di sfruttamento e migrazione forzata e 133.083 per la mediazione interculturale. Basta mettere accanto le cifre del welfare per avere il primo confronto: 3.362.999 euro per gli anziani, 2.111.126 per le famiglie e 1.415.850 per il diritto alla casa. L’immigrazione non ha ancora raggiunto la spesa per la terza età, ma ha già superato le altre due. I conti dell’anno successivo avvicinano ancora di più le due cifre principali. Nel 2022 immigrazione, accoglienza e mediazione arrivano insieme a 3.333.014 euro. Per gli anziani Ravenna ne spende 3.486.878. Tra i due capitoli ballano poco meno di 154mila euro. Le famiglie sono invece a 591.413 euro e il diritto alla casa a 1.204.974.
Il sorpasso decisivo arriva nel 2023. Le tre spese per l’immigrazione raggiungono 3.612.354 euro, mentre quella per gli anziani scende a 2.394.967. La distanza supera così 1,2 milioni. Nello stesso bilancio le famiglie ricevono 506.475 euro e il diritto alla casa 2.030.869. Per la prima volta nel quinquennio, dunque, il totale destinato alle tre voci dell’immigrazione è maggiore di ciascuno dei tre capitoli messi a confronto: anziani, famiglie e casa.
IL RECORD
La tendenza prosegue nel 2024. Il conto sale a 3.811.100 euro, il valore più alto dei cinque anni esaminati. Dentro ci sono 3.353.163 euro per protezione internazionale e minori, 282.806 per sfruttamento e migrazione forzata e 175.132 per mediazione interculturale. Nello stesso anno gli anziani si fermano a 2.718.277 euro, le famiglie a 547.002 e il diritto alla casa a 331.891. Solo quest’ultima voce vale meno di un decimo della somma contabilizzata nei tre capitoli sull’immigrazione.
Poi c’è il 2025, ultimo anno della serie. Il totale delle tre voci sull’immigrazione scende leggermente rispetto al record dell’anno precedente, ma resta a 3.783.322 euro. Per gli anziani il Comune governato dai fedelissimi di Elly Schlein contabilizza 2.500.025 euro, circa 1,28 milioni in meno. Alle famiglie vanno 920.447 euro, al diritto alla casa 1.166.429. È il terzo anno consecutivo nel quale la somma destinata a immigrazione, accoglienza e mediazione supera ognuna delle tre voci sociali prese singolarmente.
C’è da dire che la spesa per gli immigrati è salita in tutto il Paese. Nel 2024 l’Italia ha registrato infatti 66.617 sbarchi e altri 66.296 nel 2025. Ed è cresciuto pure il conto dell’accoglienza: i principali stanziamenti del Viminale son passati da circa 1,71 miliardi nel 2024 a 2,07 miliardi nel 2025, tra servizi agli stranieri, Fondo asilo, Sai e minori non accompagnati. Ma la situazione a Ravenna è singolare considerate le altre spese per il welfare.
PD E COOP
Uno scenario che la capogruppo consiliare della Pigna, Veronica Verlicchi, definisce «inaccettabile». «È profondamente ingiusto», spiega, «che le Giunte Pd spendano più soldi per gli immigrati e meno per i nostri anziani, per le famiglie e per le politiche per la casa». «Il sistema degli interventi dei servizi sociali», aggiunge l’esponente civica, «vede una forte esternalizzazione dei servizi, affidati sia direttamente sia tramite appalti, in modo prevalente a cooperative e consorzi di cooperative aderenti a Legacoop Romagna/Federcoop Romagna e a Confcooperative». «Un fiume di soldi, quasi 210 milioni di euro, per far gestire strutture e servizi rispetto ai quali», conclude Verlicchi, «le Giunte Pd non verificano i risultati e gli obiettivi raggiunti».