Una nuova scoperta getta pesanti ombre sull'operato dei Ris di Parma impegnati nel caso Garlasco. A rivelarla, in esclusiva, è Salvo Sottile durante la puntata di Ore 14. Il conduttore ha mostrato uno scambio di mail tra l’allora generale Luciano Garofano e i suoi uomini nell’ambito delle prime indagini sul delitto di Chiara Poggi. "Ho i brividi", ha commentato Sottile leggendo quanto dichiarato dall’ex generale riferendosi alla gestione dei reperti. "Garofano può smentirci, se vuole chiamare", ha aggiunto poi. Nella corrispondenza mostrata, il capo dei Ris chiedeva di "ridicolizzare le baggianate di Avato", ovvero Francesco Maria Avato, allora consulente della difesa di Alberto Stasi. Il riferimento era all’impronta della scarpa isolata sulla scena del crimine e alle presunte tracce di Dna presenti sui pedali della bicicletta dell'allora indagato.
La vicenda risale all'8 agosto 2008, l'allora pm titolare delle indagini, Rosa Muscio, inviava all’allora generale dei Ris una copia del memoriale della difesa di Stasi con riferimenti al "rilascio di traccia da parte della calzatura asseritamente indossata da Alberto Stasi il 13 agosto 2007" e al "rinvenimento di traccia biologica sul pedale della bicicletta marca Umberto Dei". Il 27 agosto dello stesso anno, poi, Garofano ai suoi uomini chiedeva "una trattazione pratica ma anche teorica sulla tipologia delle macchie (che Avato ha ignorato) con i relativi riferimenti di letteratura, che ci consentano di ridicolizzare le sue ‘baggianate’". Ma non è tutto, perché nella sua relazione compilata il 27 agosto 2008, l'allora capitano Aldo Mattei parlava delle impronte di scarpa rinvenute sulla scena del crimine.
"Sono tutte riferibili a un’unica tipologia di suola", scriveva: "L’impronta numero 6 è incompleta". E ancora: "Non è possibile fornire un’indicazione univoca, riguardo le taglie, compatibile con le impronte rilevate sulla scena criminis". Infine: "Non si può escludere che un paio di calzature, di taglie compatibili con quelle abitualmente calzate dall’indagato, abbia prodotto le tracce rinvenute al piano terreno dell’abitazione della famiglia Poggi". Ricevuta questa relazione, lo stesso Garofano rispondeva che "la parte relativa all’impronta di scarpa in effetti non è stata trattata da Avato, però se il capitano Mattei si spingesse un po’ sull’unicità del disegno ed adombrasse una misura (con tutte le cautele del caso) sarebbe auspicabile".