Ce l’hanno tutti con il povero Sigfrido Ranucci... Dopo essersi visto rispedire al mittente il ricorso contro la sospensione dalla conduzione di Report, il giornalista è tornato all’attacco. Guarda caso, della Rai; l’azienda per cui lavora da oltre 30 anni che l’ha messo alla porta dopo l’esplosione dello scandalo legato all’attentato farlocco organizzato dal suo «amico fraterno» Valter Lavitola.
Sui suoi profili social, Ranucci è tornato a lamentarsi dell’attenzione mediatica riservata al suo caso da alcuni programmi del servizio pubblico. «Ancora una troupe Rai, davanti la mia abitazione, con obiettivo della telecamera puntato verso le finestre, sarebbe vietato. Il giornalista Rotella, che per Filo Rosso mi ha perseguitato tutta l’estate durante gli spettacoli e ora da Giletti», ha scritto allegando le foto di alcuni operatori che si aggiravano all’esterno della sua abitazione. In sostanza, all’ex conduttore di Report non piace il metodo Report. Come si cambia idea velocemente...
Non è mancata, ovviamente, l’invettiva contro l’azienda: «Provo una grande amarezza e disagio a vedere il trattamento che sta riservando l’azienda che ho onorato per 35 anni, non a me, ma soprattutto alla mia famiglia, vittima di un attentato e di restrizione della libertà, che dopo aver subito un attentato sta vivendo momenti di angoscia».
In soccorso del conduttore (anzi, ex) è arrivato ieri Roberto Saviano.
Intervistato dal direttore di Fanpage Francesco Cancellato, in occasione della festa organizzata dal portale online, lo scrittore ha parlato del caso Lavitola. Su un solo aspetto non ha avuto dubbi: «Ranucci è formalmente vittima di questa situazione. Questa storia è stata usata dalla politica per farlo fuori». L’unico appunto fatto a Sigfrido riguarda la reazione alla scoperta del mandante della bomba: «dinanzi al disvelamento della realtà, la risposta è stata: “È un mio amico”. Non è stata: “È una mia fonte che mi ha tradito”, come tutti ci aspettavamo».
Saviano, dopo aver tracciato un oscuro ritratto di Valter Lavitola tra editoria, politica e carbon credit, ha attaccato la Rai rea di essere «alle dipendenze del governo».
Nel mirino il ricorso al codice etico per fermare il conduttore. Lo scrittore napoletano ha rievocato il caso di Insider, programma da lui condotto la cui messa in onda venne bloccata per alcuni mesi: «Mai avuto una comunicazione, mai avuto la possibilità di difendermi. Codice etico Rai: puro arbitrio. Puro arbitrio!».