Giovanni Floris getta la maschera e critica il governo. "In Italia la scuola è diventata quello che non dovrebbe essere, ossia un elemento politico. E questo rientra in un problema che non è affatto solo italiano", esordisce il conduttore di La7 in un'intervista al Fatto Quotidiano.
Alla domanda sui motivi per cui il problema è più ampio, il giornalista risponde: "Appena rieletto, Trump ha indicato le università come il suo primo nemico, mentre in Texas hanno imposto la lettura della Bibbia nelle scuole, e vogliono appendere i dieci comandamenti in ogni aula. Abbiamo avuto Orban in Ungheria, che i libri voleva farli scrivere e riscrivere. Invece in Italia abbiamo un ministro dell’Istruzione, Valditara, a detta del quale l’umiliazione è formativa, mentre la ministra dell’Università Bernini ha insultato degli studenti che protestavano, bollandoli come 'poveri comunisti'. Sono tempi terribili". Con queste destre? "Assolutamente sì".
Ma la polemica nei confronti del governo non finisce qui: "Se è per questo hanno anche nascosto i tagli nella conferenza stampa di presentazione della manovra. E in passato hanno usato i soldi di scuola e cultura per finanziare i decreti sulle accise: bruciamo i libri per farci caldo. Dopodiché l’equazione basata sul calo della natalità è un trucco: così le classi scoppiano. Per rilanciare la scuola servono molti più fondi. Poi si potrebbe anche discutere di come riorganizzarla".