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Storace asfalta Saviano: "Esistono medicinali adatti. Se la notte dorme male..."

di Francesco Storace mercoledì 11 gennaio 2023

3' di lettura

Esistono molti medicinali scaccia incubi, ma Roberto Saviano non li conosce. E la notte dorme malissimo, gli arrivano in sonno Giorgia Meloni e Matteo Salvini e lui si deve assolutamente sfogare con qualche giornale che gli dà retta. Ormai è una psicosi vera e propria, quella dello scrittore napoletano. Da quando è stato chiamato a rispondere in tribunale di quel «bastardi» indirizzato ai due leader, il problema s' è aggravato. E ormai ne dice di tutti i colori, quasi che l'avvocato gli abbia consigliato di mostrarsi incapace di intendere e di volere, non punibile. L'uscita di ieri su La Stampa - un'intervistona di una pagina modello psichiatrico - ha inanellato una serie di bestialità che pareva uno di quegli account parodia che appaiono sui social.

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In pratica, l'Italia è una specie di Iran non ancora riconoscibile, ovviamente a causa di quei due «bastardi» (a La Stampa non l'ha detto ma lo pensa continuamente), che hanno in testa di arrivare alla pena di morte. Meloni e Salvini hanno poi deciso di fare stragi nel Mediterraneo e i recenti provvedimenti servono a far sparire «testimoni» delle vite scomparse in mare. A giudizio di Saviano, Salvini in particolare è «dissociato» e meriterebbe di stare «nel girone degli ignavi» ad «inseguire bandiere senza colori»: neppure la Murgia arriverebbe a tanto. Al punto che il leader della Lega gli risponde serafico: «Sempre arrabbiato col mondo (e con me), il signor Saviano. La miglior risposta è quella di lavorare per tutti gli Italiani, anche per lui, con sorriso e pazienza». Già, perché davvero tanto livore è poco spiegabile con gli "argomenti" che tira fuori l'idolo un po' ammaccato della sinistra letteraria. Anche perché fabbrica tesi che non esistono.

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Per gli ecovandali che nel nome della cosiddetta "ultima generazione" imbrattano il Senato e bloccano il traffico, sono i cittadini ad essere incavolati. Salvini chiede misure severe come qualunque persona dotata di buonsenso. Se si parla di pene esemplari, Saviano lo traduce in «pena di morte». Dove, quando, come, se non a Teheran? E quindi anche Salvini- ma la Meloni non si salverà - diventa un ayatollah. Proprio non riesce ad esprimersi senza ricorrere all'offesa. Ecco perché uno si chiede se è matto o ci fa. Si deve placare Saviano: se qualcuno - anche per le sue parole, non certo per suo ordine - facesse del male a chi sta dall'altra parte, gioirebbe o pronuncerebbe frasi finalmente assennate come qualunque persona dotata di buonsenso? Invece, continua nel delirio. "Denuncia" l'ipocrisia del governo «quando parla di Ong che coprono i trafficanti». Gonfia i muscoli Saviano, e prosegue: «A coprire i trafficanti è lo Stato italiano che paga la Guardia Costiera libica, che sono i veri trafficanti. L'indagine l'ha fatta l'Onu: quelli che trafficano in droga e in petrolio sono gli stessi che dopo si vestono da Guardia Costiera.». Lo chiamate voi un buon medico in grado capire che cosa alberga nel cervello di Saviano? Certo, ce ne vuole uno bravo, che gli farà scoprire alla fine che anche noi gli vogliamo bene, così tenero, folle, fellone, chiacchierone. Basterà accarezzarlo e addormentarlo con una buona tisana.

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