Matteo Salvini
Quando ministri come Giorgetti (Economia), Urso (Imprese e Made in Italy) e Fitto (Affari Europei e Politiche di Coesione) lanciano un allarme sulla realizzabilità del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza significa che il problema è serio. Il governo Draghi ha dovuto scrivere il piano in fretta e furia: poche settimane per decidere su cosa investire 220 miliardi che ci ha concesso la Ue, di cui solo il 30% a fondo perduto, e comunque in parte anche questo ce lo dovremo ripagare, visto che siamo il terzo contributore europeo. Al momento di mettere le cose a terra si scopre che siamo ancora al nastro di partenza. Lo Stato, ma soprattutto i Comuni, che dovrebbero fare la parte del leone, non hanno il personale per organizzare e concretizzare. Rischiamo la figuraccia e, ancora peggio, di perdere un’occasione.
Serve un commissario che prenda in mano la situazione, o più che altro si immoli, scrive Renato Farina. D’accordo, ma non basta. L’impresa è ciclopica. E allora, anche se non è previsto nel Pnrr, perché non destinare una piccola parte di quei fondi al progetto sul quale il governo sta puntando tutto, la realizzazione del Ponte sullo Stretto? Conosciamo tutte le obiezioni: non è stato inserito nel Pnrr e non si potrebbe mai finire entro cinque anni, quelli massimi richiesti dall’Europa per realizzare le opere da finanziare.
I CAMBIAMENTI
Non è però questa una valida ragione per demordere. La Germania ha già chiesto due modifiche al proprio piano, da più parti si è cominciato a parlare della necessità di una proroga di un paio d’anni e poiché in Europa è tutto oggetto di trattativa, vale la pena provarci. Il Ponte sullo Stretto è un progetto estremamente concreto, molto utile, del quale si può avvantaggiare tutta Europa e su cui il governo può fornire le massime garanzie. «Temo i greci anche quando portano doni» fa dire Viriglio al vecchio Lacoonte davanti al cavallo di Troia, che re Priamo voleva portare in città. È lo stesso pensiero che molti hanno avuto quando grazie a Draghi spuntammo dall’Europa la fetta più grande del Pnrr. Dalla flessibilità che Bruxelles dimostrerà di fronte alle nostre eventuali richieste si capirà se gli scettici avevano torto o ragione e se l’Unione vuole continuare sulla strada di rigidità e concorrenza interna che l’ha portata a una sempre maggiore irrilevanza a livello mondiale. Quel ponte non unisce solo Sicilia e Calabria, e non unisce neppure solo tutta l’Italia, ma potrebbe unire per una volta l’intero Vecchio Continente, e forse ringiovanirlo...
Il bilancio delle devastanti inondazioni causate dalla tempesta che ha colpito il Texas centrale sale ad almeno 51 morti. Ventisette i dispersi.Il dato ufficiale fornito dalle autorità parla ancora di 43 vittime ed è probabile aumenti nella zona più colpita della contea di Kerr. Sempre le autorità sabato in una conferenza stampa hanno dichiarato che 15 delle vittime erano bambini. Il governatore Greg Abbott ha promesso che le squadre avrebbero lavorato 24 ore su 24 per soccorrere e recuperare le vittime. Ancora da ufficializzare il numero delle persone disperse, a parte 27 bambine che si trovavano in un campo estivo femminile.