Dove eravate l’11 settembre di 22 anni fa? Tutti si ricordano cosa stavano facendo quando gli aerei dirottati dai kamikaze islamici hanno abbattuto le Torri Gemelle. E l’11 settembre del 1973, data del golpe di Pinochet in Cile? Più di metà degli italiani non era neanche nata, un buon 20% dei rimanenti era all’asilo o alle elementari. Entrambi gli eventi sono stati drammatici, però il primo ha cambiato la storia del mondo, è la data simbolo dell’inizio del declino dell’Occidente, e anche della potenza americana, ha originato due guerre e sconvolto il Medio Oriente e il Nord Africa. Il secondo è stato un sanguinario colpo di Stato militare contro un governo di estrema sinistra, ha causato migliaia di morti e condizionato le vicende sudamericane, ma è stata una crisi locale, non ha sconvolto l’ordine planetario.
DIFFERENZE
Eppure, ripassando le dichiarazioni di ieri e le commemorazioni sui giornali, lo spazio dato al Cile sovrasta quello riservato all’attentato di New York e Washignton, perché anche il Pentagono venne attaccato. La sinistra italiana, in particolare, ha totalmente rimosso l’azione di guerra degli uomini di Bin Laden, che nel loro ricordo ha perso quasi ogni riferimento alla matrice islamica e alla sua connotazione come atto di guerra di religione. Il messaggio del Pd è emblematico di questo, parla di «un giorno di dolore per tutti, la cui memoria va tramandata per rinnovare l’impegno in favore della libertà, della pace e della democrazia». Ma che cosa tramandi, se non menzioni il terrorismo islamico e l’odio per l’Occidente che ha motivato l’attentato? Per Schlein, che pure ha passaporto statunitense, e compagni esiste solo la deposizione di Salvador Allende, certo una data tragica, che va commemorata, ma che la storia ha consegnato agli archivi, visto che oggi il Cile è un Paese saldamente democratico.
Come mai? Semplice, l’11 settembre 2001 pone la sinistra di fronte ai propri errori strategici, economici, etici, molti dei quali particolarmente gravi perché avvenuti dopo la strage e perché producono danni ancora oggi. L’attentato alle Torri è un’avvisaglia del fallimento della globalizzazione, è la prova delle difficoltà dell’integrazione e, in particolare, dell’incompatibilità tra il mondo occidentale e gran parte di quello islamico. Ricorda anche gli errori che l’idolo dei progressisti, Barack Hussein Obama, fece, cercando di dialogare con l’Islam ma finendo con destabilizzare tutto il Medio Oriente e mezzo Mediterraneo, abbandonando l’Africa al suo destino, malgrado le sue origini, non capendo la minaccia cinese.
LA STORIA
L’11 settembre 1973 invece è una data facile per l’internazionale dem, che non è poi così distante da quella socialista, perché riporta indietro di cinquant’anni l’orologio della storia. Consente di dire che la destra è autoritaria e la sinistra è martire, trasformando la vicenda di una nazione in regola planetaria, quando invece i regimi più autoritari e spietati oggi affondano le loro radici o nel comunismo o nell’islam. Allende e Pinochet sono lo Yin e lo Yang, l’alfa e l’omega, il bene e il male per i nostri progressisti, le uniche coordinate con le quali leggono la storia e che permettono loro di andare avanti da ben oltre cinquant’anni come se nulla fosse mai cambiato. Ognuno ha i suoi desaparecidos. Per la sinistra nostrana sono gli americani caduti sotto le Torri e tutti gli occidentali fatti esplodere dalla furia islamica.
Il bilancio delle devastanti inondazioni causate dalla tempesta che ha colpito il Texas centrale sale ad almeno 51 morti. Ventisette i dispersi.Il dato ufficiale fornito dalle autorità parla ancora di 43 vittime ed è probabile aumenti nella zona più colpita della contea di Kerr. Sempre le autorità sabato in una conferenza stampa hanno dichiarato che 15 delle vittime erano bambini. Il governatore Greg Abbott ha promesso che le squadre avrebbero lavorato 24 ore su 24 per soccorrere e recuperare le vittime. Ancora da ufficializzare il numero delle persone disperse, a parte 27 bambine che si trovavano in un campo estivo femminile.