L'intervista a Libero

Giancarlo Giorgetti, la profezia sull'attacco contro l'Italia: "A fine agosto ci assaliranno, come con Berlusconi"

«Settimana da eremita, isolato, con cena alle 19 perché in montagna si mangia presto. Ho dato i compiti delle vacanze ai ministri e mi sono ritirato qui, fino al 17-18».

Pesanti questi tre mesi di governo?
«Sotto l' aspetto fisico, durissimi».

E quando riprendete?
«Con la testa non stacco mai, purtroppo. Il 25 agosto l' attività riprenderà a pieno regime. Ci ritroveremo ciascuno con il proprio dossier e metteremo tutto in un mega frullatore dal quale verrà fuori la manovra finanziaria». Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, otto legislature nel ruolino di marcia, è l' uomo a cui tutti guardano per capire se il governo terrà. Si è rifugiato qualche giorno in montagna per ossigenarsi corpo e cervello, ma soprattutto alla ricerca di una quiete tibetana. Gli servirà alla ripresa, quando con due soldi il governo cercherà di mantenere promesse milionarie, non irritare più di tanto l' Europa e, soprattutto, scampare l' attacco dei mercati, che il plenipotenziario leghista ha evocato un mese fa e ribadisce in questa intervista.

Lei è l' uomo più potente d' Italia, dicono: conferma?
«Questa è una balla. Il problema è che sono discreto e fuggo i riflettori, così tutti pensano che stia tramando chissachè».

Ma lei è il premier ombra, l' uomo di Salvini al governo...
«Il governo è come un' automobile. Il ministro dell' Economia, Tria, è il freno, l' uomo che rassicura i mercati e l' Europa. Salvini e Di Maio sono l' acceleratore, io sono la frizione, cerco di far muovere il veicolo senza mandarlo a sbattere».

Un ruolo di coordinamento?
«Arretrato, alla Pirlo, con la "o". Cerco di far incastrare sia nel merito che nel metodo i meccanismi di un governo giovane, fatto da esordienti che fanno gli errori tipici di chi è nuovo del mestiere».

Per esempio?
«Errori di comunicazione. I miei colleghi devono capire che la vecchia classe dirigente italiana ed europea vuol far abortire questo governo, per non alimentare precedenti populisti.
Ogni cosa che diciamo è strumentalizzata contro di noi».

Anche il ministro Tria ha commesso un errore di comunicazione a parlare di abolizione degli 80 euro?
«Capisco Tria, ma è ministro solo da due mesi, deve ancora calibrarsi. È andato oltre rispetto alla sua dimensione, evocando scenari che i suoi tecnici hanno predisposto, ma non è ancora definito nulla. Infatti Salvini e Di Maio sono dovuti intervenire per correggerlo e frenare la speculazione politica. Però è surreale mettere Tria contro i vicepremier, come fanno i giornali: il ministero dell' Economia studia come realizzare il contratto e fornisce idee, Lega e M5S poi decideranno».
Ma qualche anticipazione sulla manovra me la darà pure...
«Riduzione dell' aliquota fiscale, reddito di cittadinanza e ritocco della Legge Fornero: ci sarà qualcosa di tutto, siamo d' accordo con M5S e anche con Tria».

E i soldi dove si trovano?
«Proposte non ne faccio, penso solo che se decideremo di dare inizio alla flat tax con una cura da cavallo, allora le risorse andranno recuperate da qualche parte».

Il suo amico Draghi, a Francoforte, quello che le telefonò per far partire il governo gialloblu, cosa le dice oggi?
«Lui mi dice che l' Italia deve fare i compiti. Ma non è detto che debbano essere quelli stabiliti da altri. Quel che conta, sostiene anche Draghi, è aumentare produttività e ricchezza. Le idee dei professori e dei progressisti hanno fallito, magari le nostre funzionano».

Ma il governo quanto dura?
«Durerà finché converrà agli italiani. A Lega e M5S converrebbe tornare al voto subito, incassare il consenso e annientare Pd e Forza Italia, ma noi lavoriamo nell' interesse del Paese, non delle nostre botteghe, per questo credo che l' orizzonte non sarà di breve termine. L' accordo è saldo e ne abbiamo dato prova: M5S ci è venuto dietro sull' immigrazione e noi abbiamo tenuto duro sul decreto dignità».

Qual è la buccia sulla quale rischiate di scivolare?
«L' imponderabile, qualche atto o situazione improvvisa alla quale non sappiamo reagire. Poteva accadere sull' immigrazione, se Salvini non avesse tirato fuori l' asso nella manica.
È una situazione incredibilmente nuova. Basti pensare che all' inizio tutti erano convinti che la debolezza del governo sarebbe stata la politica estera, che invece si è rivelata il nostro punto di forza».

E se la buccia di banana fosse il solito spread? Lei disse che a fine agosto i mercati ci avrebbero attaccato e Salvini di recente l' ha ribadito: è preoccupato?
«Sono preoccupato il giusto. L' attacco io me lo aspetto, i mercati sono popolati da affamati fondi speculativi che scelgono le loro prede e agiscono.
Abbiamo visto cos' è accaduto a fine agosto nel '92 e sette anni fa con Berlusconi. In estate ci sono pochi movimenti nelle Borse, è un periodo propedeutico a iniziative aggressive nei confronti degli Stati, guardi la Turchia».

Ma noi siamo pronti a difenderci dall' attacco speculativo?
«Se arriva il temporale, apriremo l' ombrello. L' Italia è un grande Paese e ha le risorse per reggere, anche grazie al suo grande risparmio privato.
Quello che mi preoccupa è che, nel silenzio generale, gran parte del risparmio italiano è stato portato all' estero e quindi la gestione dei nostri titoli non è domestica».

L' Italia è alla mercé del fuoco straniero?
«Gliel' ho detto, il governo populista non è tollerato. La Ue teme che, se funziona in Italia, altri Paesi possano imitarci. Quello che sarà però più pesante è il fuoco amico: le opposizioni sono ridotte ai minimi termini. Non hanno forza popolare dietro e ricorreranno a ogni strumento per metterci in difficoltà».

Anche Forza Italia soffierà sul fuoco?
«I rapporti con gli azzurri sono freddini. La vicenda Foa è inspiegabile.
Pensavamo di aver messo alla presidenza della Rai un ottimo giornalista, per di più per oltre vent' anni alla corte di Berlusconi, al Giornale, dove tuttora è titolare di un blog su internet. Per trent' anni il Cavaliere in tv ha nominato chiunque senza chiederci conto di nulla e ora si impunta su un suo giornalista...».

Il centrodestra esiste ancora?
«Al momento è una categoria dello spirito, non più della politica, anche se nel nostro mestiere i margini di ricucitura ci sono sempre. Però non so oggi che senso abbia palare di centrodestra e centrosinistra; a me sembra che ormai sia tutto shakerato in un grande miscelatore, con da una parte la gente normale e dall' altra le élite. Il centrodestra deve trovare una nuova formula e la sta costruendo Salvini. La Meloni e Fratelli d' Italia ci seguono, Forza Italia e i suoi colonnelli no».

È vero che avete la fila di forzisti alla porta?
«No, anche perché non la cerchiamo. Però il disagio dei forzisti in Parlamento lo avverto e lo capisco: sono spiazzati dalle decisioni dei loro leader, che sono più prossime al Pd che al loro elettorato».

In Abruzzo però tradite voi, vi presentate soli?
«I leghisti abruzzesi vogliono andare soli, senza Forza Italia, ma è normale, tutti i leader locali vogliono correre da soli. La decisione finale spetta a Salvini e per esigenze superiori i dirigenti abruzzesi potrebbero essere costretti ad allearsi con gli azzurri».

Il boom dei sondaggi è dovuto alla politica sull' immigrazione?
«Sul respingimento della nave delle ong è venuta fuori la stoffa del politico, che non ha paura di rischiare per cambiare e non si impietosisce, così come il medico che per curarti ti fa soffrire. Poteva cadere il governo ma Salvini ha tenuto duro malgrado pressioni di ogni tipo e ha ribaltato la situazione in Europa. Come sempre in politica, nei grandi momenti, la scelta è istintiva, non raziocinante».

Cos' è cambiato con quella decisione?
«È girato il vento. La battaglia sull' immigrazione era vinta tra il popolo ma le presunte classi dirigenti non avevano capito il sentimento della gente. Se il Pd fosse ancora vicino alle persone anziché solo al potere, si sarebbe ricordato che Marx era contro l' immigrazione degli irlandesi, che venivano a Londra e abbassavano i salari. I Dem oggi hanno perso i terminali popolari, sono ubriachi di ideologia e potere».

Per i sondaggisti la Lega ha superato Forza Italia il giorno in cui al comizio di Piazza Duomo Salvini ha esibito il rosario. Lì l' elettore moderato si è rassicurato...
«Non è stata una speculazione politica, Matteo si sentiva dentro di farlo.
Penso che con quel gesto abbia fatto conoscere il rosario a centinaia di migliaia di giovani, cosa che a Famiglia Cristiana non è riuscita. E magari qualcuno di loro si è pure messo a recitarlo, grazie a Salvini».

Sento aria di blasfemia... È grazie all' intervento divino che siete passati dal 12-13 di febbraio al 35 e passa di oggi?
«D' Annunzio avrebbe detto "fede e fatti". Gli italiani hanno visto per la prima volta un politico che prova a fare quello che ha promesso in campagna elettorale».

di Pietro Senaldi

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