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Coronavirus, Enrico Rossi se ne infischia della sicurezza della Toscana e commenta la vicenda Rackete-Salvini

Gabriele Galluccio
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Si arricchisce di un nuovo capitolo il caso delle 2500 persone rientranti in Toscana dopo aver festeggiato il capodanno in Cina. Assodato che per la Regione non è necessaria la quarantena e che praticamente tutti gli esperti non sono d'accordo (Roberto Burioni in primis), il presidente Enrico Rossi ha fatto calare il silenzio sulla questione. D'altronde non sembra interessargli particolarmente la sicurezza dei propri cittadini, dato che non ha adottato una soluzione come la quarantena che non significa rinchiudere in carcere le persone, bensì prendere una minima precauzione per garantire la sicurezza di tutti. Per approfondire leggi anche: "In Toscana rischia una catena di contagi" Quindi Rossi sta zitto sull'argomento e si affida al caso, sperando che niente vada storto per la sua negligenza. Tra l'altro la questione coronavirus non sembra stargli molto a cuore, dato che perde il tempo a commentare vicende che non lo riguardano neanche lontanamente. Su Facebook, infatti, il presidente della Toscana sente il bisogno di offrirci la sua opinione sul caso di Carola Rackete, che secondo la Cassazione non andava arrestata per aver speronato una motovedetta della Guardia di Finanza. "Ennesima sconfitta per Matteo Salvini", ci tiene a far sapere il piddino Rossi mentre nella sua Toscana divampano le polemiche per il caso legato al coronavirus. Ogni altro commento è superfluo...

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