Non è bastato il voto della fantomatica piattaforma Rousseau a blindare Luigi Di Maio, il capo politico del record negativo: dimezzare il consenso del M5s in un solo anno. In molti, infatti, vogliono ancora la sua testa. In primis Alessandro Di Battista, rimarca La Stampa in un retroscena, contro il quale i fedelissimi di Di Maio, ogni giorno, avanzano nuovi sospetti. Anche Roberto Fico è accusato di complotti e macchinazioni, anche se viene ritenuto meno potente tra le fila grilline rispetto all'urlatore professionista Dibba. Leggi anche: "Arriva il profeta": Dibba umiliato all'assemblea M5s Acque agitate anche in Parlamento, dove ovviamente Di Battista non ha scranni. In particolare, a preoccupare Di Maio, sono i "cani sciolti" al Senato, che sarebbero otto. Un numero sufficiente a far cadere il governo. Tra loro Elena Fattori e Paola Nugnes, Virginia La Mura e Lello Ciampolillo, infine Primo Di Nicola, Nicola Morra e soprattutto Gianluigi Paragone, scatenato contro di Di Maio in tandem con Di Battista. I fedelissimi di Di Maio, infatti, da settimane hanno posto in cima all'agenda delle loro preoccupazioni l'ex leghista: Paragone e Dibba, infatti, vengono ritenuti gli unici ad avere una forza necessaria ad innescare una rivolta interna contro Di Maio. Emblematica, tra l'altro, l'immagine dei due che se la filano via in motorino dopo il vertice M5s post-Europee. Un'immagine che sembrava quasi una minacciosa promessa a Di Maio. Dibba e Paragone, insomma, starebbero lavorando per costruire la loro corrente, raccogliendo i favori di numerosi parlamentari. Inoltre non è sfuggito il lavoro di paragone per contestare Di Maio nel corso delle assemblee interne e sui media. Già, gli attacchi si sono sprecati. Ma non è finita. Fonti anonime dai piani alti del M5s, sempre a La Stampa, spiegano: "Abbiamo notato quanto ha investito per sponsorizzare le sue pagine sui social network negli ultimi due mesi". Ragione per cui gli stessi vertici del M5s avrebbero deciso di limitare le comparsate tv di Paragone. Il sospetto che lui e Dibba siano sul punto di far scattare una rivolta interna per abbattere il capo politico è concreto. Anche se, probabilmente, l'assedio contro Giggino potrebbe iniziare un poco più in là nel tempo, non subito, tra qualche mese. Al momento opportuno...