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Paolo Becchi, il vero piano di Matteo Salvini: "Crisi di governo, fino a quando Giuseppe Conte resta premier"

di Davide Locano domenica 11 agosto 2019

2' di lettura

E adesso, che succede? Riuscirà l'operazione di Matteo Salvini, ovvero ritorno al voto in temi ristrettissimi, oppure Sergio Mattarella e le opposizioni riusciranno a plasmare maggioranze alternative, ovvero l'arte dell'inciucio? Intervistato dal sussidiario.net, dice la sua Paolo Becchi. Governo tecnico?". Mi sentirei di escluderlo. Cosa direbbero gli italiani? Un governo di emergenza alla Monti avrebbe bisogno dell’appoggio di tutti, oggi non lo avrebbe da parte di nessuno. Come vi ho già detto, il quadro politico è completamente mutato. Mattarella può non vederlo?". Già, un governo tecnico tutti se la sentono di escluderlo, partiti compresi. Leggi anche: Paolo Becchi, la farsa di Repubblica su Salvini al Papeete Sullo sfondo la possibilità che Mattarella proponga un governo di minoranza che si occupi della manovra, prima insidia per un governo che, eventualmente, potrebbe nascere dopo il voto ma prima della nota di aggiornamento al Def. "Se si torna a votare il prima possibile, cioè entro metà ottobre - ragiona Becchi -, non c’è bisogno di nessun governo tecnico. A Palazzo Chigi resta Conte dimissionario fino all’insediamento del nuovo governo, a metà novembre. A metà ottobre, prima delle urne, presenta le modifiche al Def alla Commissione europea. Una volta a Palazzo Chigi, Salvini ha tutto il tempo di stravolgere la legge di bilancio nel passaggio parlamentare entro il 31 dicembre", rivela quella che potrebbe essere la strategia del vicepremier leghista. Infine, una battuta sulla possibilità che Mattarella brighi per estrarre dal cilindro un governo di minoranza, o balneare, per non fare gestire a Salvini le elezioni da ministro dell'Interno: "Se Salvini ha deciso di andare avanti credo che abbia avuto assicurazioni autorevoli in merito. Ma su questo non posso e non voglio dire di più. Insisto: Salvini finora è stato sempre un grande tattico e non ha mai sbagliato una mossa. Prima di essersi deciso ad andare in una certa direzione ha di certo valutato tutti i rischi", conclude Becchi.

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