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Matteo Renzi, perché l'ex premier non c'era all'Assemblea Pd: il piano sul nuovo partito

di Gino Coala domenica 18 novembre 2018

2' di lettura

L'assenza di Matteo Renzi all'Assemblea nazionale del Pd ha dato la conferma, a chi ancora la cercava, su quali siano le vere intenzioni dell'ex premier sul proprio futuro politico. Dopo aver portato il Pd ai minimi storici, lasciandolo nel pantano in cui si trova ora, per Renzi è ormai chiaro che le strade tra lui e quel che resta del Pd devono dividersi, perché nessuno dei due può più pretendere nulla dall'altro. Leggi anche: Boschi, il Pd non è più il suo partito: gelo clamoroso all'Assemblea Pd Quei pochi segnali di opposizione che si palesano in giro per l'Italia di sicuro non arrivano dalle fila dem, visto che buona parte dei dirigenti sono impegnati a ricollocarsi ora con uno ora con l'altro candidato alla segreteria. Intanto da Roma a Torino, si assiste a manifestazioni e cortei portati avanti da movimenti e gruppi spontanei. Sono quelli che qualcuno chiama la "società civile", per Renzi sono un bacino elettorale che nessuno ha ancora avuto la furbizia di intercettare. E quindi l'ex segretario se ne infischia di perdere tempo con i giochetti di bottega piddini, concentrandosi anima e corpo sulla costituzione dei circoli civici, l'ossatura di quello che potrà essere a tutti gli effetti un nuovo partito, plasmato a sua immagine e somiglianza. Ai fedelissimi Renzi racconta che il nuovo soggetto, come riporta il Corriere della sera, "non dovrà mai e poi mai essere in competizione con il Pd". L'idea è di "affiancare i dem". Qualche renziano lo vede come "un processo binario e dobbiamo ancora decidere che cosa fare". E quindi poco importa se la segreteria se la prenderà Nicola Zingaretti o Marco Minniti. Certo l'ex ministro sarebbe un interlocutore meno ostile del governatore del Lazio. A dirla tutta e chiara è l'ex ministro Sandro Gozi: "Sono cambiati il mondo, l'Europa, l'Italia. Questo Partito democratico non basta più e non funziona più. Dobbiamo andare oltre e farlo ora". Un piano che assomiglia all'alleanza tra Ds e Margherita di tanti anni fa, ormai preistoria politica.

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