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Matteo Renzi, il retroscena sullo strappo nel Pd: "Vuole piazzare la Boschi capogruppo in Parlamento"

di Giovanni Ruggiero domenica 11 marzo 2018

2' di lettura

Non sono bastate le dimissioni - a scoppio ritardato - di Matteo Renzi dalla segreteria del Pd per rasserenare gli animi di chi teme gli ultimi, letali, colpi di coda dell'ex premier. Anche perché l'ultima voce a girare nei corridoi di via del Nazareno ha tutto l'aspetto di una bomba pronta a esplodere: "Adesso vuol piazzare la Boschi capogruppo in Parlamento", ha detto un esponente del Pd lontano dai microfoni al Tempo. Leggi anche: Boschi, ma quale vittoria a Bolzano: tutta la verità sulle sue cifre Dopo la batosta alle urne, chissà quanto sperata, diversi esponenti delle minoranze interne sembrano aver ritrovato il coraggio di contestare il segretario uscente, la sua gestione personale del partito e tutto quello che fino a oggi non hanno mai avuto neanche la forza di bisbigliare in pubblico. Tanti i rimorsi, a partire dalla batosta del referendum costituzionale, dopo il quale gliene hanno date tutte vinte: "Abbiamo sbagliato, non rifaremo più lo stesso errore. In molti stanno già uscendo allo scoperto e nelle prossime settimane si spera che anche pezzi della maggioranza renziana del partito prendano coscienza che così non si può andare avanti". Il peggio però deve ancora arrivare per chi crede di fare a meno di Renzi così facilmente. Qualcuno ha già intuito che le sue sono "dimissioni fake", così da arrivare rapidamente a un nuovo congresso prima che gli avversari riescano a riorganizzarsi e, magari, liberarsene una volta per tutte. Nel frattempo Renzi punta a blindare una serie di nomine strategiche, non solo i capigruppo per Camera e Senato, ma anche le presidenze. Il segretario Pd aspira a strapparne almeno una, possibilmente quella della Senato, o addirittura un ministero importante, nel caso in cui ci fosse spazio per il Pd. Sul nome a quel punto non ci sarebbe granché da cercare, visto che secondo il retroscena del Tempo sarebbe lui stesso interessato a un ministero degli Esteri.

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