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Matteo Renzi, psicodramma Pd. Liste tragiche, notte di guerra tra pianti e minacce: chi fa fuori

di Benedetta Vitetta domenica 28 gennaio 2018

2' di lettura

Il Pd rischia la scissione sulle liste per le politiche. Sono ormai le quattro del mattino, quando la direzione del Partito Democratico riesce ad approvare le liste dei candidati che scenderanno in campo per le elezioni del 4 marzo. Il via libera arriva ma senza il voto della minoranza. "Non c'è stata nessuna trattativa o braccio di ferro, perché i nomi li sentiamo solo ora, non li abbiamo neanche letti", lamenta Andrea Orlando, parlando anche a nome di Gianni Cuperlo e Michele Emiliano. Ma Matteo Renzi rivendica il lavoro fatto: "E' stata una delle esperienze più devastanti che abbia vissuto ma da domani dobbiamo fare una grande battaglia: la squadra avversaria è meno forte di noi. Abbiamo una straordinaria occasione di recuperare".  Leggi anche: "Il futuro è Renzi", Confalonieri riscende in campo E, secondo un retroscena  della Stampa, nella notte, tra urla e pianti di chi è rimasto fuori, il segretario dem è riuscito a "dare un'accelerata a quel progetto di trasformazione del Pd in 'PdR', quel 'Partito di Renzi' che è la sintesi un po' grossolana ma preferita dai detrattori del leader. Dei 200 posti 'sicuri' (tra listini e collegi), quasi il 90% andranno a candidati vicini al segretario. In questo 'correntone' di maggioranza, il 70-72% dei parlamentari sarebbero renziani doc, l'8-10% amici di Martina e Orfini, il 5-7% amici di Franceschini. Alle minoranze restererebbe il restante 10%".  All'ultimo momento riescono a rientrare in corsa Cesare Damiano e Barbara Pollastrini - dati già da giorni fuori dai giochi - che saranno candidati, ma non Andrea Martella, coordinatore dell'area Orlando. Tra gli alleati, si scioglie il dubbio su Beatrice Lorenzin, che correrà per la Camera a Modena, mentre a Riccardo Nencini viene affidato il difficile collegio di Arezzo. Tra le new entry figurano il costituzionalista Stefano Ceccanti e il portavoce di Gentiloni, già portavoce di Renzi, Filippo Sensi (nel plurinominale a Empoli). Lucia Annibali, l'avvocatessa sfregiata dall'acido, sarà nell'uninominale a Parma. Via libera anche alla candidatura di diversi giornalisti: il condirettore di Repubblica, Tommaso Cerno, la conduttrice di radio e tv Francesca Barra (compagna dell'attore Claudio Santamaria, ultrà grillino) in Basilicata, la cronista romana di Repubblica sotto scorta dal 2013, Federica Angeli e probabilmente anche il direttore del Foglio Claudio Cerasa.

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