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Forza Italia, Silvio Berlusconi a La7: "Nel 2018 non sarò io il leader. Grillo aspirante dittatore sanguinario, come Hitler"

di Giulio Bucchi domenica 18 maggio 2014

2' di lettura

"Nel 2018 il leader di Forza Italia non sarò io. Non posso dire chi, ma non sarò io". Silvio Berlusconi, ospite di Coffee break a La7, parte in quarta pizzicando Matteo Renzi, "catapultato dalla segreteria del Pd a Palazzo Chigi. Fosse successo con altre, sarebbe successa una rivoluzione. Ma non so se sarà lui il candidato premier nel 2018, se facessi una previsione gli porterei sfortuna". Prima di pensare al voto, c'è la partita delle riforme tutta da giocare e il Cav avverte: "La riforma del Senato così com'è è inaccettabile. E sulla legge elettorale c'è il veto di Alfano". Sul caso Geithner e il presunto "complotto" del 2011, l'ex premier continua a picchiare duro: "Serve una commissione d'inchiesta, sono fatti enormi". Quindi la contestazione alla "linea-Napolitano": "Le mie dimissioni furono responsabili, ma non libere. Ma non fatemi criticare giudici e Capo dello Stato, altrimenti rischio l'arresto". "Grillo dittatore come Hitler" - Su Beppe Grillo, invece, il giudizio dell'ex premier è spietato: "Mi fa paura. E' paragonabile ai più sanguinari personaggi della storia, come Hitler. E' un aspirante dittatore, con dietro Casaleggio. Ho letto nei giorni scorsi tutti i discorsi di Hitler nella campagna 1932-33: mi sono divertito a togliere da questi discorsi i fatti contingenti dell'epoca, ho distribuito i discorsi  dicendo che erano di Grillo. Nessuno è tornato da me dicendo non è vero". "Si vota tra un anno" - Le previsioni per il 25 maggio e il futuro dell'Italia sono fosche: "Purtroppo alle prossime elezioni Grillo farà il pieno di delusi e arrabbiati. Questa politica che sa solo fare risse in tv e non ottenere nulla regala ai 5 Stelle i voti di milioni di italiani. Grillo punta a distruggere Senato, Camera, partiti. Vuole delegati da comandare a distanza, e ora ha pure annunciato una nuova marcia su Roma...". L'orizzonte politico per le prossime elezioni non sarà, secondo Berlusconi, quello "naturale" del 2018: "Le condizioni economiche italiane sono tali per cui si andrà a votare entro un anno, un anno e mezzo". Quando si voterà per le politiche, ammette poi il leader di Forza Italia, "c'è una eventualità di tornare insieme con Ncd, anche perché tutti sanno che i moderati se si dividono perdono". La grana riforme - In mezzo, come detto, c'è la partita delle riforme. Quella del Senato proposta dal governo "è inaccettabile, è un pasticcio che sembra tale non solo ai nostri senatori ma anche a molti senatori della sinistra", ribadisce Berlusconi secondo cui l'accordo concluso con Renzi al Nazareno, l'ho fatto fare ad altri, io non ho posto alcuna firma, ho dato la mia parola, che vale come una firma". L'Italicum è slittato a dopo il voto europeo per colpa delle "tante le pressioni" esercitate "dalla stampella che tiene in piedi il governo": "Se Angelino Alfano e gli altri partiti gli togliessero la fiducia il governo andrebbe a casa, hanno la golden share del governo.

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