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Berlusconi rivede Renzi: quasi fatta per il Senato

di Ignazio Stagno domenica 15 giugno 2014

3' di lettura

Con calma, «un piccolo passo per volta», Silvio Berlusconi si è rimesso al lavoro. Non resterà dietro le quinte nemmeno un po’: già settimana prossima tornerà ad incontrare il premier e segretario Pd, deludendo chi gli aveva consigliato una stagione di opposizione dura. Dopo una campagna elettorale difficile e dall’esito «deludente» il Cavaliere si è rimesso ieri ad esaminare dossier e a convocare persone a Palazzo Grazioli. Da giorni l’ex premier aveva deciso di invertire il calendario: prima l’accordo con Matteo Renzi sulle riforme e solo dopo la delicatissima pratica degli organigrammi di Forza Italia. Più avanti - e solo quando sarà il momento - affronterà per ultima la questione della “successione”, cioè il metodo attraverso il quale scegliere - quando sarà il momento - il candidato premier del centrodestra riunito. Detto fatto, gli emissari del Cavaliere hanno riaperto il tavolo delle riforme con quelli del premier: i due leader del centrodestra e del centrosinistra hanno ricominciato a trattare. «L’accordo è al 90%», rassicurano da Palazzo Grazioli. Il presidente azzurro ha intenzione di chiedere modifiche alla proposta del governo approvata in extremis a Palazzo Madama soltanto grazie al voto di Forza Italia in almeno due punti: la composizione del Senato - che per l’ex premier rischierebbe di diventare «il dopolavoro dei sindaci rossi»- e il doppio turno alle elezioni Politiche. Di questi dettagli che potrebbero chiudere le lunghissime trattative e che una volta definiti porterebbero all’approvazione definitiva, il Cavaliere vuole parlare personalmente con il presidente del consiglio e quest’ultimo gli ha dato la sua disponibilità ad incontrarsi a Palazzo Chigi o nella sede del Pd a metà della settimana prossima. Il passaggio più delicato è certamente quello sulla legge elettorale: il doppio turno è la storica richiesta del Pd e penalizza da sempre - come hanno dimostrato anche le Amministrative di domenica - il centrodestra. Nel corso dell’ultimo incontro con il premier il Cavaliere aveva dovuto cedere all’aut aut del premier, ma, questa volta, si aspetta un atteggiamento diverso del Pd: «Innanzitutto senza di noi non sono in condizioni di approvare le riforme», spiega ad uno dei suoi, «e inoltre le Comunali dimostrano che il meccanismo è rischioso, che al secondo turno i voti del centrodestra e quelli dei grillini si possono sommare...». Di certo le prossime settimane e i prossimi mesi non saranno di «opposizione intransigente» come si erano augurati i «falchi» forzisti. Il forfait del Cavaliere al Comitato di presidenza azzurro convocato per martedì non significa che il presidente abbia deciso di non occuparsi del suo partito, rimandando le decisioni più in là. Per gli organigrammi e la scelta tra la «trazione settentrionale» di Giovanni Toti e quella «meridionale» di Raffaele Fitto, tra i congressi e le primarie, c’è tempo, ma già oggi l’ex premier incontrerà i coordinatori regionali. Ci saranno solo loro - quasi tutti freschi di nomina - e nessun altro: l’intenzione è quella di fare «un’analisi della campagna elettorale» e «capire cosa non è andato». È in questo contesto che Berlusconi vuole ricevere «segnalazioni» per «volti nuovi» da mandare in televisione. Il Cavaliere vuole referenze e curricula di consiglieri comunali, regionali ed esponenti locali di Forza Italia che possano contribuire a dare una «immagine più moderna» della sua creatura. Per svecchiare il partito, ha anche chiesto ai (pochi) giornalisti coi quali intrattiene rapporti di invitare in televisione solo dirigenti giovani. Subito dopo l’incontro con Renzi, rassicurano nell’entourage, Berlusconi ricomincerà ad incontrare singolarmente anche i dirigenti nazionali del partito, a cominciare proprio da Raffaele Fitto e dal suo gruppo di “ribelli” per le primarie. «Discuteremo di tutto», fa sapere a tutti, «l’importante è che la smettiamo di dare all’esterno l’immagine di un partito frammentato e litigioso». Paolo Emilio Russo  

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