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Pd, l'indiscrezione sul Nazareno: "La minoranza dem vuole Visco al posto di Renzi"

di Ignazio Stagno domenica 21 settembre 2014

2' di lettura

La cena dei veleni voluta da D'Alema per fare il punto con la sinistra Pd è stato un campanello d'allarme. Matteo Renzi è tornato nel mirino della sinistra Pd. Baffino, secondo quanto ha raccontato il Corriere della sera qualche giorno fa, avrebbe criticato aspramente il premier accusandolo di non aver mantenuto i patti: "A me aveva detto determinate cose, sia sulla composizione del governo che sulla nomina europea dell'Alto rappresentante e poi non ha tenuto fede alla parola data. Prima o poi qualcuno dovrà raccontare le bugie che dice quello lì". Parole pesanti che hanno riacceso i riflettori sulla faida interna al Nazareno cominciata nel momento in cui Renzi è arrivato alla segreteria. Così con un parlamento poco fedele al premier e marcatamente orientato su posizioni bersaniane, Renzi ha mandato un messaggio chiaro a chi vorrebbe dargli una spallata: "Non esistono alternative a questo governo, l'unica alternativa possibile è il voto". Le mosse del Nazareno - Ma a quanto pare, secondo quanto racconta Francesco Verderami sul Corriere della Sera, la minoranza Pd che va da Civati a Bersani, passando per D'Alema, prepara la mossa per ribaltare il tavolo di palazzo Chigi. I rumors parlano di "un'operazione tipo Monti, una soluzione di riserva". Insomma un altro premier che sostituisca Matteo e possibilmente tecnico come lo era il Prof bocconiano. "Nel Pd c'è chi discute di questa eventualità", come afferma Civati, ma nessuno esplicitamente fa il nome del panchinaro che si scalda a bordo campo. Ma qualcuno, come Maurizio Sacconi e qualche dirigente del Pd, si spinge oltre e fa un nome: Ignazio Visco. Il governatore di Bankitalia era nella rosa dei probabili ministri di un esecutivo Bersani che però naufragò davanti alle larghe intese. Gli avvertimenti - Insomma al Nazareno si lavora senza sosta alle spalle di Renzi. Anche Gianni Cuperlo non nasconde l'ipotesi di un cambio della guardia a palazzo Chigi: "Ragionevolmete dopo Matteo c'è solo il voto, anche se la politica a volte ti mette di fronte a degli scarti imprevedibili". Fassina è più prudente: "Lavoro per cambiare l'agenda del governo, non il governo". Insomma dentro il Nazareno ci sono diverse correnti, non una novità dalle parti del Pd, ma la minoranza che prepara qualche sorpresa amara per il premier preoccupa e non poco i renziani. Insomma Matteo non riesce ancora a tenere saldamente il partito dalle sue mani. Un partito che ormai ha un solo obiettivo: fare opposizione al premier pur essendo in maggioranza. 

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