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Riforme, Boschi: "Se c'è intesa anticipiamo la ristrutturazione del Senato"

di Ignazio Stagno domenica 16 marzo 2014

2' di lettura

Il ministro Maria Elena Boschi in queste settimane è al lavoro per portare al termine il piano di riforme che il governo ha varato anche con l'appoggio di Forza Italia. La battaglia sarà infuocata. I nodi da sciogliere sono diversi dalla legge elettorale, attesa al Senato, alla riforma di Palazzo Madama e alla rivisitazione del titolo V della Costituzione. Ma un punto resta ancora scoperto su cui la Boschi prende tempo: il dimezzamento dell'indennità di parlamentare. Un anno fa Renzi voleva ridurre del cinquanta per cento le indennità dei parlamentari, quei 14 mila euro al mese che per molti cittadini sono diventati uno dei privilegi della casta. Ma nel programma di Matteo di tutto ciò non c'è traccia. Ridurre l'indennità dei parlamentari - Così la Boschi in un'intervista a Repubblica spinge più in là i tempi per una riduzione delle buste paga dei parlamentari: "Al momento stiamo lavorando di più sul tema delle riforme strutturali. Al Parlamento chiederemo la riforma dei regolamenti. Riusciamo a fare una cosa alla volta. Ma da qui al 2018 metteremo in discussione tante cose". Tradotto: per ora di ridurre i costi della Casta non se ne parla. Meglio parlare di Italicum e Senato. L'indennità fa gola a tutti. Pure alla Boschi. Sul fronte delle riforme "strutturali" i lavori comunque vanno avanti, ma la riforma del Senato potrebbe mettere da parte per qualche mese quella della legge elettorale: "Questo -afferma la Boschi- lo dovremo discutere con le altre forze che hanno sottoscritto l’accordo. Può essere una soluzione. L’importante è riuscire a fare entrambe le riforme nei tempi stabiliti".  Riforma del Senato - "L'ambizione -spiega Boschi riferendosi ancora a palazzo Madama- è quella di superare la maggioranza dei due terzi: per ottenere il consenso più largo possibile, non per evitare il referendum. Dopodichè, se non dovessimo riuscirci, se qualcuno lo chiederà vorrà dire che andremo al referendum". "Come in tutte le trattative -fa notare ancora il ministro parlando infine della legge elettorale- all’inizio ci sono sempre delle prese di posizione forti. Dopodichè, se discutendo si trova ragionevolmente il modo di migliorare il testo, si fa. Io credo, ma è una mia opinione personale, che al Senato qualcosa verrà cambiato. Non credo che la legge elettorale sarà approvata tale e quale l’abbiamo votata alla Camera".

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