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Dossier di Grillo sui grillini: "Spiati ovunque"

di Ignazio Stagno domenica 5 gennaio 2014

5' di lettura

«Credere, obbedire, trollare». È il motto ironico che i parlamentari «dissidenti» (...) (...) del Movimento 5 Stelle usano da mesi quando parlano del Movimento e dei due guru, Grillo e Casaleggio. Sì, qualcosa nel mondo 5 Stelle sta cambiando profondamente. L’immagine dei parlamentari grillini un po’ sprovveduti, pieni di entusiamo ma che credono nel loro progetto si è ormai frantumata. Sapevamo da tempo che qualcosa bolliva in pentola. E dopo settimane e mesi di tentativi siamo riusciti a parlare con alcuni di loro. Uno scambio inizialmente teso e difficile ma che dopo un po’ ha portato alla luce un mondo, clandestino, sconosciuto e a tratti inquietante.  «È deciso. Ne sono successe troppe», ci ha detto il primo di loro. Una costola del M5S si sta organizzando per prendere le distanze dai comportamenti dittatoriali e manipolatori dei due leader nazionali «e dai loro conflitti di interesse. Quelli della Casaleggio Associati». La compagine, di cui conosciamo tutti i nomi e le identità ma che per motivi comprensibili vogliono restare anonimi, si riunirà a giorni in gran segreto in una località del Nord Italia e deciderà se e come continuare l’esperienza, fondare una nuova compagine «o agire da dentro come un virus». «In questa fase dobbiamo operare come carbonari. E sarà un incontro interlocutorio», ci ha rivelato un senatore inizialmente diffidente.  In origine si facevano chiamare «dissidenti». Ma ora hanno cambiato nome in «pensanti». «Non per spocchia ma perché», ci dice un secondo parlamentare descrivendo gli incontri con Casaleggio, «ci è stato chiesto di non pensare. Dobbiamo solo eseguire le sue indicazioni e quelle di Grillo. Punto e basta!».    Sono diventati disincantati i grillini. E a parlarci per qualche ora risultano profondamente disillusi e critici al punto da ironizzare sui parlamentari fedeli ai due leader, chiamati «talebani». Coniano appositamente per loro il motto da milizia fascista in versione internet:«Credere, obbedire, trollare». Nel gergo della rete trollare, agire cioè come un troll (folletto), vuol dire fomentare gli animi provocatoriamente per farli cadere in qualche trappola. Un po’ come fa Grillo quando attacca qualcuno, lo induce alla polemica polarizzando l’attenzione sui suoi argomenti. E il motto della gioventù mussoliniana «credere, obbedire, combattere» ma riadattato sembra essere la sintesi per spiegare cosa sta accadendo al Movimento. «La democrazia dal basso non esiste più. Ma quale uno vale uno. Uno vale l’altro! Non si vota più niente insieme. Anche se lo facessimo poi i talebani stravolgono le decisioni». E ancora: «Quella di votare a rotazione i capigruppo alla Camera e al Senato è saltata. Decide tutto il gruppo comunicazione di Casaleggio messoci alle costole. Individuano un talebano e aprono una campagna mediatica per dargli visibilità sulla stampa. Nessuno voleva Paola Taverna capogruppo eppure è stata eletta. Ogni tanto Casaleggio chiama perché è preoccupato delle divisioni che ci sono al nostro interno. Anche per questo lui e Grillo vogliono andare subito alle elezioni e tagliare tutte le teste dei parlamentari pensanti. Questo è quanto...», ci confida amareggiato un altro del gruppo.  Lo sconforto, per essere finiti in un gioco più grande di loro sembra essere la chiave per capire la loro delusione. E con l’esperienza è cresciuta anche la consapevolezza. «Buona parte delle manovre politiche sono organizzate dal gruppo comunicazione messo lì da Casaleggio e che nessuno ha eletto», ci dice un altro dei parlamentari. Il potere di questo staff nominato dai due leader nazionali non sembra irrilevante. «Pensi che quando abbiamo fatto venire fuori la parentopoli a 5 stelle, cioè che diversi nostri parlamentari, come la senatrice Lezzi, hanno assunto presso i gruppi parlamentari dei congiunti o la figlia del fidanzato, il gruppo comunicazione ha subito cercato di coprire la cosa. Come? La talebana Lezzi è stata istruita sul bilancio e mandata in tv a Porta a Porta da Bruno Vespa, per fare bella figura e nascondere tutto lo scandalo che era esploso in rete», ci dice un terzo di loro, «perché deve sapere... che siamo stati noi a far uscire la parentopoli! Ma quando mai uno di noi è andato da Vespa? Non eravamo contrari ai talkshow? Invece no!» continua ridendo amaro. «Non si può parlare all’interno. Se c’è un problema loro lo nascondono sotto il tappeto, come fanno i partiti. E allora noi non possiamo fare altro che farli uscire», ripete. «Si vive nella rassegnazione rispetto a tutto ciò che succede perchè si sa che ogni volta che si solleva un problema arriva lo staff o CasaGrillo e radono al suolo tutto», ci spiega.  La nuova componente grillina ha sintetizzato in un sigla, «Casa-Grillo», il duo nazionale. Una cosa a metà strada tra CasaVianello e CasaPound. «Dispiace dirlo ma la realtà dei fatti è shockante. Uno è bipolare e l’altro anaffettivo. Così, dove andremo a finire!?» si inserisce una parlamentare. «Il gruppo comunicazione messo in piedi da Grillo e Casaleggio in Parlamento serve semplicemente a controllarci e forse a confezionare dossier» dice.  «Non abbiamo le prove di questi archivi. Ma ci fotografano continuamente. Non agiscono per una migliore relazione con la stampa, né svolgono attività di supporto. I vari parlamentari vengono fotografati e ripresi mentre hanno rapporti con i parlamentari di altri gruppi o prendono il taxi o nella vita privata. Ci stanno continuamente addosso. Perché?», si domanda sempre la parlamentare. Ci dice che lo staff comunicazione era inserito nella mailing list interna dei parlamentari a 5 Stelle ma che la loro principale attività fosse solo quella di contattare Casaleggio ad ogni batter di ciglio.«Noi non continamo niente. Quale democrazia dal basso!» rammenta lei. «Ma il punto debole di tutta la faccenda è la Casaleggio Associati», spiega meglio un quarto parlamentare.«Casaleggio non vuole che venga neanche nominata la sua impresa. Se c’è qualcosa che non va dobbiamo chiamarlo ma mai e poi mai parlare della Casaleggio Associati», ci spiega. «Un conflitto di interesse, quello di Casaleggio, grande come una montagna» ripete. Poi si ferma improvvisamente come se avesse detto qualcosa di vietato. L’accusa che i parlamentari grillini siano involontariamente una lobby in pugno ad un impresa di marketing, la Casaleggio Associati, sembra qualcosa di più profondo di un semplice sfogo. «Talebani o pensanti. Ci tengono per le palle. Alla rielezione ci pensano tutti», ci confida quest’ultimo. Il riferimento è semplice ed è alla promessa di essere ricandidati nel caso il governo cada improvvisamente. E mentre i grillini «pensanti» e clandestini perfezionano gli ultimi dettagli dell’incontro segreto è notizia in rete dell’espulsione, con tanto di lettera dell’avvocato di Beppe Grillo (Enrico Grillo, nipote del comico), di un’intera compagine a 5 Stelle. Un gruppo di 2100 attivisti, nato tra i meetup per migliorare la comunicazione tra i 5 stelle eletti in Parlamento e i cittadini, è stato epurato. Proprio perchè tutto ciò che non è di emanazione e sotto il controllo di Casaleggio e Grillo non può esistere. Parlamentari compresi: «Credere, obbedire, trollare».   Antonio Amorosi

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