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Arresti Expo, le manette che preoccupano Matteo Renzi e il Parlamento

di Andrea Tempestini domenica 11 maggio 2014

2' di lettura

C'è chi già parla di una nuova Tangentopoli. Di sicuro personaggi come Antonio Di Pietro, dopo la retata Expo che ha portato in cella vecchie conoscenze come Primo Greganti e Gianstefano Frigerio, sono tornati a farsi sentire, sono tornati interlocutori privilegiati. Se davvero lo scandalo raggiungerà proporzioni così enormi lo scopriremo con la cronaca delle prossime settimane. Ma la paura, soprattutto in Parlamento, c'è tutta. La notizia della retata di giovedì ha monopolizzato i discorsi degli onorevoli in Transatlantico. Repubblica cita un forzista anonimo, che afferma: "E' un'offensiva,. Cosentino, Scajola, Dell'Utri, Luigi Grillo. Tutti quelli che non sono più parlamentari finiscono in manette". Scorato anche un democratico: "Questi qua stanno facendo la campagna elettorale a Grillo". Già, gli arresti sono bipartisan. Chi gode è il Movimento 5 Stelle. I partiti tradizionali hanno paura. Così come ha paura Matteo Renzi. I nomi - Il timore, infatti, è che l'inchiesta possa allargarsi ancora, coinvolgendo livelli più alti. Il premier afferma che "la politica non deve mettere il becco nelle inchieste". Eppure l'appello è destinato a cadere nel vuoto. In primis perché l'inchiesta è molto politica. E poi anche perché Forza Italia è subito tornata ad invocare la riforma della Giustizia. Renzi, però, ha paura anche del fatto che elementi di spicco di questa legislatura, dentro o fuori al governo che siano, potrebbero essere ulteriormente compromessi, minando ulteriormente la stabilità dell'esecutivo. Nelle intercettazioni, infatti, si parla anche di Maurizio Lupi, Gianni Letta, Cesare Previti, Pier Luigi Bersani e Silvio Berlusconi. Nessun indagato, per ora, ma in tempi di manette facili, grillismo e giustizialismo spinto ogni trappola potrebbe rivelarsi fatale. Stra-boom? - Oltre alla questione giudiziaria ce n'è una più strettamente politica. La retata, come ovvio, darà ulteriore linfa al Movimento di Beppe Grillo, che da sempre insiste sul concetto di "spazziamoli via tutti". In manette ci sono finiti sia a destra sia a sinistra, il tutto a meno di venti giorni dalle elezioni Europee, alle quali il M5s è già ben quotato. E se, complici le manette, i grillini facessero uno "stra-boom"? La possibilità c'è, e lo ammette Alessandra Ghisleri, sondaggista di fiducia del Cav, che sempre a Repubblica spiega: "Di sicuro, da domani, cambia tutto. I vecchi dati non servono più. E' un'altra storia". Il peso dell'inchiesta Expo e dell'arresto di Scajola sulla campagna elettorale, dunque, potrebbe essere decisivo. E se il risultato dei grillini fosse straripante, Renzi e il suo governo sarebbero sempre più all'angolo.

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