Tempo di sondaggi, che si intrecciano con le vicende di cronaca. Con gli arresti Expo a Milano e con quello di Claudio Scajola a Reggio Calabria, manette bipartisan che si trasformano in un clamoroso spot per Beppe Grillo, pronto a sparare sul mucchio, a chiedere che la "vecchia politica" venga spazzata via, magari già col voto alle Europee del 25 maggio. E c'è un sondaggio che più di tutti gli altri esalta i grillini. Si tratta di una rivelazione Tecnè per TgCom realizzata poche ore prima della retata milanese. Un sondaggio impressionante: per l'istituto demoscopico il M5s sarebbe a un punto dal Pd. Per la precisione i grillini sarebbero al 27,7% (+0,3% rispetto alla precedente rilevazione) mentre Matteo Renzi e i democrat sarebbero al 28,8 per cento. Un vantaggio esiguo. E se la situazione fosse quella fotografata dal sondaggio è facile immaginare che complici le manette e gli appalti pilotati, Grillo, spinto dal vento dell'antipolitica, possa effettuare lo scatto decisivo e diventare primo partito, con tutte le conseguenze del caso. E Renzi spara... - Secondo la stessa rilevazione Tecnè, Forza Italia resta al terzo posto con il 21,7%, in crescita dello 0,4 per cento. Cifre solide, per Silvio Berlusconi, e superiori a quel 20% che viene considerata l'asticella minima sotto alla quale non si può scendere. Pressoché stazionarie, poi, le posizioni degli altri partiti, con Ncd-Udc al 4,5%, la Lega Nord al 4,9%, Fratelli d'Italia-An al 4% tondo tondo. Non supererebbero lo sbarramento, invece, la Lista Tsipras (3,6%) e Scelta Europea (2,2%). Cifre che non devono essere sfuggite al premier. Renzi, giovedì sera, ospite ad Announo di Giulia Innocenzi, ha infatti alzato il tiro contro Grillo, definito come un "pregiudicato". Matteo, insomma, sente la pressione. Sa che il sorpasso (subìto) è possibile. E a quel punto il suo governo perderebbe quasi ogni legittimazione. A preoccupare l'uomo da Pontassieve, anche le parole di Alessandra Ghisleri a Repubblica: la sondaggista di fiducia del Cav spiega che l'effetto-elettorale degli arresti Expo e di quello di Scajola non è ancora calcolabile, ma potrebbe essere pesantissimo. E decisivo per rendere i pentastellati la prima forza politica del Paese. Qui Pagnoncelli - Oltre a quello Tecnè, sul Corriere della Sera fa capolino un nuovo sondaggio di Nando Pagnoncelli. Anche in questo caso le cifre, seppur in modo meno clamoroso, che premiano il Movimento 5 Stelle, dato in ascesa al 23 per cento. Anche in questo caso il dato non gode del presumibile effetto benefico degli arresti di Milano e Reggio Calabria. Il M5s, rispetto alla precedente rilevazione del 30 aprile, è in ascesa dello 0,5 per cento. In testa c'è sempre il Pd, con il 33,8% ma in calo rispetto al precedente 34,3 per cento. Quindi Forza Italia, che quotata al 19,5% recupera qualche decimale rispetto al precedente 19,2 per cento. Dunque Ncd-Udc-Ppe al 6,4%, poi la Lega Nord data al 5,2%, Fdi-An al 4% e pari con il 3% Scelta europea (ciò che resta di Monti) e la rossissima Un'altra europa con Tsipras. Un dato interessante è quello relativo a indecisi e astenuti, entrambi in crescita, i primi all'11,2% i secondi invece al 32,5 per cento. Questo significa che a meno di 20 giorni dal voto il 43,7% degli aventi diritto non ha deciso per chi votare, e se votare. Quale Europa - Nell'ultima rilevazione, Pagnoncelli sottopone poi alcuni quesiti che la dicono lunga su quanto gli italiani "empatizzino" con le prossime elezioni europee. La domanda è: "Lei quanto si sente interessato alle prossime elezioni europee che si terranno domenica 25 maggio?". Solo il 19% risponde "molto", il 34% si limita ad "abbastanza" mentre il 29% risponde "poco" e il 18% "per nulla". Dunque sull'euro: "Pensa che il fatto che l'Italia sia all'interno dei paesi che utilizzano l'euro come moneta sia...". E le risposte: per il 35% "una cosa positiva", per il 32% "una cosa necessaria", per il 31% "una cosa negativa" mentre solo il 2% non prende una posizione sul tema. Infine una domanda sull'Unione europea tout-court: "Pensa che l'adesione del nostro paese all'Unione europea sia un fatto". E le risposte: "positivo" per il 65%, "negativo" per il 28%, mentre il 7% non sa o non indica alcuna delle risposte proposte.