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Carfagna e Pascale fanno pace: ora insieme per i diritti civili

di Francesco Rigoni martedì 30 settembre 2014

2' di lettura

Sembra che Mara Carfagna abbia fatto pace con Silvio Berlusconi e soprattutto con Francesca Pascale, la fidanzata dell'ex premier. L'ex ministro per le Pari Opportunità e attuale portavoce di Forza Italia alla Camera adesso punta a un nuovo protagonismo all'interno del partito. Come? Guidando il nascente dipartimento per i diritti civili, emblema della svolta pro-omosessuali  portata avanti dalla stessa Pascale prima con il tesseramento all'Arcigay, quindi con la partecipazione di sabato notte a una festa del Gay Village di Roma insieme a Luxuria, già deputata di Rifondazione Comunista. Una presenza, quella della 29enne da Fuorigrotta nel tempio del mondo omosex capitolino, organizzata per sancire l'abbandono definitivo di Fi della linea contraria a matrimoni e adozioni gay. I dissidi - Tra Carfagna e Pascale non era corso buon sangue nell'ultimo anno, anzi. Con la nascita, nel gennaio scorso, di Forza Campania - il gruppo dei dissidenti cosentiniani poi scioltosi pochi mesi dopo -, era sorta una sollevazione tra i dirigenti azzurri contro la fidanzata di Berlusconi, accusata di voler mettere becco nelle beghe locali. Ma la nomina di Domenico De Siano, suo amico, a coordinatore regionale testimonia ancora oggi il potere della Pascale. La Carfagna, pur non mettendo l'elmetto come i cosentiniani, non aveva risparmiato qualche stoccata alla Pascale, come in un'intervista al Corriere del Mezzogiorno di inizio anno dove le suggeriva più cautela e invocava le primarie.  Scoppia la pace - Capita la situazione, e visto che dentro Fi iniziavano a rinfacciarle il deludente 15,71% del partito raccolto nella sua Salerno, la Carfagna ha quindi pensato bene di avvicinarsi alla fidanzata del leader per ritornare nelle grazie dei vertici. E così si arriva all'exploit della Pascale al Gay Village dell'altra notte, e alla Carfagna lanciata come responsabile dei diritti civili del nascente dipartimento di Fi, simbolo del nuovo corso del partito e paladina di rivendicazioni sulle quali l'ex Cav è pronto a cercare consensi nei prossimi mesi.

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