Addio "vaffa". Beppe Grillo, dopo il discorso di fine anno in cui si scava una fossa, sorprende il popolo del Movimento 5 Stelle con il primo messaggio per il 2020 sui social: "Voglio essere uno che dice sì". Sgomento: proprio lui, il comico censore, il fustigatore dei vizietti politici (degli altri), il Savonarola del Parlamento che si apre alla mediazione. Non ci sarò mica lo zampino del Pd, con cui da tempo spinge per un'alleanza anche fuori dalle aule di Camera e Senato? Leggi anche: "Vaffanc***, sempre più in basso". Paragone Caterpillar su Di Maio e Grillo "Oggi ognuno si permette di esprimere il suo augurio e il suo più caro pensiero: ebbene, voglio dire anch'io che cosa oggi mi sono augurato da me stesso e quale pensiero quest'anno, per la prima volta, m'è venuto in cuore - quale pensiero deve essere per me fondamento, garanzia, dolcezza di tutta la vita futura!", spiega il fondatore del Movimento su Facebook -. Voglio imparare sempre di più a vedere il necessario nelle cose come fosse quel che v'è di bello in loro: cosi sarò uno di quelli che rendono belle le cose. Amor fati: sia questo d'ora innanzi il mio amore! Non voglio muover guerra contro il brutto. Non voglio accusare, non voglio neppure accusare gli accusatori. Guardare altrove sia la mia unica negazione! E, insomma: quando che sia, voglio soltanto essere, d'ora in poi, uno che dice sì!". Il titoletto, Così parlò Grillustra, è una parodia del Così parlò Zarathustra di Nietzsche, ma pare scritto su dettatura di Zingaretti. Nel video di Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev, il messaggio di Capodanno di Grillo