"Cosa ci faceva Gianluigi Paragone nel Movimento 5 Stelle?". Se lo chiede ora, con una punta di malignità, anche Luisella Costamagna, ripercorrendo le vicende professionali del giornalista e senatore. Sbarcato in Rai con il programma Malpensa Italia, annunciava "non senza una certa umiltà, di 'voler diventare il Santoro di destra' (ohibò)", ricorda la Costamagna che di Santoro è stata spalla per molti anni. Leggi anche: "Mi sarei sentito una m***"- Di Battista, lo sfogo su Paragone: il M5s è un Vietnam "Cosa ci faceva nel Movimento 5 Stelle antisistema, quello di fuori i partiti dalla Rai, uno degli esempi (uno dei tantissimi, per carità) proprio di quel sistema che si voleva abbattere, della longa manus della politica nel Servizio Pubblico? Boh". In molti, in questi giorni, stanno colpendo Paragone sotto la cintola, ma nell'ottica della Costamagna la sua domanda (con annessa risposta) è il colpo più basso: Paragone, chiede, "non è sempre stato molto più in sintonia con la Lega?". Ora che Paragone, espulso, minaccia di restare a tutti i costi nei 5 Stelle la filo-grillina Luisella si allarma: "A parte la coerenza del bastian contrario, perché non si appella all'Immacolato cuore di Maria e al suo (sedicente) profeta?". Ci mancava Matteo Salvini, sì. Nel video di Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev, Paragone annuncia ricorso contro i probiviri M5s