Da Bruxelles Luigi Di Maio ci tiene a ribadire che lui con il caso Gregoretti non c'entra nulla perché "a luglio scorso ci parlavamo poco". Una motivazione un po' debole per smarcarsi da Matteo Salvini, ma è risaputo che il ministro degli Esteri non sia una cima dal punto di vista politico. "Quando abbiamo bloccato la Diciotti - aggiunge il leader del M5s - io mi sono autodenunciato perché ai tempi non c'erano meccanismi europei di redistribuzione, mentre un anno dopo avevamo tutte le garanzie. Salvini decise da solo di bloccare la nave, ora non mi venga a dire che lo sapevamo anche noi. Ognuno si prende le sue responsabilità". Per approfondire leggi anche: "Lo processano per disperazione elettorale" Quelle che né Di Maio né Giuseppe Conte si sono presi, dato che adesso il leader della Lega è passato all'opposizione, mentre loro se la intendono con il Pd e sarebbero ben felici di vedere l'ex alleato sotto processo. Non contento, il ministro grillino ha rincarato la dose su Salvini, accusandolo di essere passato dal "sovranismo al vittimismo. Ho visto che c'è un grande dibattito nella politica italiana scatenato da Salvini che dice 'andrò a processo, scriverò le mie prigioni'. Sono tattiche che mi fanno un po' sorridere. Sa che è stata una sua scelta di propaganda bloccare quella nave".