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Draghi scarica Monti e il governo:"Si cresce abbassando le tasse"E dice sì alla ricetta di Silvio

Da Davos arriva una bordata al Prof. Il presidente della Bce vorrebbe una pressione fiscale più bassa. Il loden ha fallito. Ci ha affossati. Anche l'Europa lo sa
di Ignazio Stagno domenica 27 gennaio 2013

Draghi, il governatore della Bce

2' di lettura

"Vorrei vedere un taglio dei costi di governo, un calo delle tasse e una gestione degli investimenti per infrastrutture". Mario Draghi parla dal World Economic Forum di Davos e in pratica smonta la ricetta del governo Monti e sostanzialmente appoggia le misure che ha a cuore il Cavaliere. Una riduzione della pressione fiscale è alla base per la crescita dell'economia italiana. Il presidente della Bce fa un bilancio degli ultimi mesi e indica anche la strada per uscire fuori dalla crisi: "Guardando agli indicatori economici la situazione è molto più favorevole rispetto allo scorso anno. C'è stato - ha spiegato Draghi - quello che io chiamo un contagio positivo sui mercati finanziari, anche se ancora questo non si trasmette all'economia reale". Ma per la crescita dell'economia occorre fare di più. I paesi devono proseguire sia il consolidamento fiscale sia le riforme strutturali, che aumentano competitività e creano posti di lavoro e crescita. Se i governi dei paesi dell'area euro riusciranno a perseverare su risanamento dei conti pubblici e riforme strutturali dell'economia, le politiche della Bce favorevoli alla crescita finiranno per trasmettersi all'economia reale". Vigilanza sulle banche - Infine Draghi ha parlato anche dello scandalo Mps, rivendicando nuove strutture che possano vigilare sugli istituti bancari: "La supervisione bancaria non è come una torta, nella quale ciascuna fetta controlla la propria parte: i singoli supervisori lavoreranno insieme per un meccanismo unico europeo. È chiaro che se vuoi rompere i legami tra banche e Paesi, c'è bisogno di un supervisore indipendente, spiegando che per quanto riguarda la condivisione dei rischi la decisione non può essere di politica monetaria ma chiaramente solo politica. La vigilanza unica sulle grandi banche dell'Unione europea verrà effettuata da Francoforte. La Bce lavorerà intensamente con le autorità nazionali e secondo Draghi fondamentalmente questa vigilanza unica sarà far lavorare assieme le varie autorità di vigilanza dei singoli paesi".

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