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Il premier meno votato della storiaBersani ha contro 8 italiani su 10Ma vuole prendersi anche il Colle

Il Pd ha ricevuto la preferenza del 18,42% degli aventi diritto: "forte" di queste percentuali non solo vuole fare il presidente, ma occupare anche le istituzioni. Tutte
di Andrea Tempestini sabato 30 marzo 2013

Pier Luigi Bersani

2' di lettura

  di Fosca Bincher Quasi otto italiani su dieci alle ultime elezioni hanno deciso di non farsi governare da Pierluigi Bersani. Il suo partito, il Pd, ha ottenuto il 18,42% dei voti degli aventi diritto, la sua coalizione il 21,42%. Con queste percentuali Bersani è il premier che meno rappresenta gli italiani nella lunga storia repubblicana. Nessuno dalla caduta del fascismo ad oggi, attraversando prima e seconda repubblica, ha avuto un incarico avendo contro quasi 8 italiani su dieci. Nemmeno i rarissimi e brevissimi governi di minoranza che pure ci sono stati con l’orizzonte di una manciata di mesi di sopravvivenza hanno rappresentato così poco il corpo elettorale. Se è accaduto a Bersani nel 2013 naturalmente è altrettanto bassa la rappresentatività degli altri leader politici: quella di Berlusconi è pressoché identica, Beppe Grillo non è stato voluto da più di otto italiani ogni dieci aventi diritto al voto (cifra che ridimensiona di molto la sua effettiva popolarità), Mario Monti è stato rifiutato addirittura da 9,2 italiani su dieci. (...)   Come spiega Fosca Bincher su Libero di mercoledì 27 marzo, Pier Luigi Bersani passerà alla storia. Ma entrandoci dalla porta sbagliata: è il (potenziale) presidente del Consiglio meno votato da che esiste la Repubblica italiana. Hanno scelto l'uomo che viene da Bettola soltanto il 18,42% degli aventi diritto. Ma lui, "forte" di questi numeri, tira dritto per la sua strada: vuole fare il premier, e dopo essersi preso la presidenza di Camera e Senato, vuole decidere anche il nuovo Capo dello Stato. Leggi l'approfondimento di Fosca Bincher su Libero di mercoledì 27 marzo    

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