Palermo, 27 mar. - (Adnkronos) - "Non sono assolutamente d'accordo con la decisione presa dai capigruppo, alla presenza del presidente dell'Ars e del governatore sicilaino, di rimandare in commissione 'Affari Istituzionali' il disegno di legge, che, nel riconoscere finalmente il voto di genere, aveva accolto, sotto forma di emendamento, presentato da me e da Falcone e Pogliese, con il quale si moralizzava la vita dei Consigli comunali e si dettavano regole certe sulle modalita' delle assunzioni e dei permessi dei consiglieri comunali". Lo dichiara Vincenzo Vinciullo (Pdl), vice presidente vicario della vommissione 'Bilancio e Programmazione' all'Ars. "Oggi mi pare di capire che, pur di non far passare questa idea di una politica pulita e al di sopra di ogni sospetto - aggiunge -, si e' disposti a sacrificare la legge sul voto di genere. Nel caso in cui il disegno di legge ritornasse in I Commissione non ci sarebbero piu' i tempi per inserire quanto stabilito dalla legge fra i criteri per l'elezione dei prossimi Consigli comunali. Di conseguenza, o si rinviano ulteriormente le elezioni, oppure si deve procedere diversamente. E cioe' andando, immediatamente, in Aula, approvando eventuali emendamenti sostitutivi del testo approvato in Commissione, perche' altre soluzioni pasticciate non sono ne' immaginabili ne' percorribili" conclude Vinciullo.