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Bersani: "Nessuno scambio col Pdl sul Colle"

di Andrea Tempestini sabato 30 marzo 2013

2' di lettura

  Altro giro, altro regalo. Altra giornata di consultazioni. Altre chiacchiere di Pier Luigi Bersani, che torna ad escludere un patto col Pdl: "Non è che siano ipotizzabili scambi tra due cose tutt'affatto diverse", ha risposto a chi gli chiedeva, in conferenza stampa, se fosse possibile un accordo sul Quirinale. "Parto dalla Costituzione, fino a prova contraria. Ci sono tre votazioni che partono dai due-terzi. Io sono per partire dal dettato costituzionale. Per le cariche costituzionali parto da un presupposto di una comune garanzia su figure che abbiano caratteri costituzionali o istituzionali. Non parto da esigenze di parte o faziose". "Colpo di reni" - Il segretario ha aggiunto più volte che "non c'è governabilità senza cambiamento" e "il cambiamento deve essere di fazione. Per questo chiedo a tutti un colpo di reni per dare un segnale di ricevuto alle esigenze del paese". Bersani, insomma, continua a chiedere la fiducia senza però cedere nulla, "forte" di quei pochissimi voti che gli hanno consegnato una maggioranza relativa. Bersani ha aggiunto: "Andrò al Quirinale e valuterò con il presidente della Repubblica, non ho dei diktat da fare. Devo portare una valutazione conclusiva che è fatta di numeri e anche di valutazioni politiche, in un dialogo sempre corretto, bello e produttivo. A quel punto - ha aggiunto - si prenderanno decisioni. Non vado là con delle richieste in premessa". Il segretario Pd, al suo governo, ci crede ancora: "Nelle prossime ore e nella giornata di domani attendo una risposta conclusvia. La mia intenzione è nella giornata di domani di portare al Presidente della Repubblica gli esiti". Replica a Grillo - Quindi le repliche a Beppe Grillo, che ha apostrofato Bersani, Berlusconi e Monti come "padri puttanieri". Il segretario Pd ha risposto: "Pensare di fermare l'intelligenza con gli insulti è come pensare di fermare l'acqua con le mani. Uno può insultare quando sta fuori dal Palazzo, ma quando è in Parlamento deve dire cosa vuol fare per il Paese". In precedenza, subito dopo gli insulti, Bersani aveva replicato così: "Auguri ai salvatori della Patria", ossia al Movimento 5 Stelle. Il sordo Bersani - Ma è proprio sui grillini che Bersani ha le idee davvero confuse. Crimi e la Lombardi hanno ribadito durante il loro incontro con il segretario del Pd che non gli voteranno la fiducia. Una scelta chiara e che non lascia spazio ad interpretazioni. Ma così non è per Bersani che in conferenza stampa dopo l'incontro con i Cinque Stelle fa il sordo. Un giornalista gli chiede: "Dopo la decisione del M5S, lei non ha altra scelta che andare con il Pdl altrimenti sbatterà la testa al muro". Bersani perde le staffe e risponde a muso duro: "Non sbatto la testa al muro. La mia testa sarà in ogni caso in ordine e tranquillissima. Qui si parla dell'Italia. Cinque stelle deciderà. Ha deciso? No, Deciderà. Se han già deciso prendo atto. Ma vedremo". Insomma Bersani ha ignorato la scelta dei Cinque Stelle e come sempre spera nel nulla pur di arrivare a palazzo Chigi.   

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