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Consultazioni, l'impasse: il Pd dice sì al Pdl, ma solo se ci sta anche Grillo

I democratici tra poco sul Colle, sono ore di trattative, proposte e rifiuti. Napolitano avrà l'ultima parola. Che potrebbe essere "dimissioni"
di Giulio Bucchi sabato 30 marzo 2013

2' di lettura

  "Lo stallo uccide, dobbiamo sparigliare". A scriverlo, su Twitter, è il Pd Beppe Fioroni. Uno che, nonostante più della metà del partito la pensi all'opposto, chiede da giorni un'intesa sul governissimo per uscire dall'impasse. Sparigliare, ma come? Silvio Berlusconi, salito al Quirinale, oggi ha lanciato una proposta che in Largo del Nazareno è passata per polpetta avvelenata: "Il Pd governi col Pdl, a noi andrebbe bene anche Bersani premier". Il gran consigliere del Cav, Renato Brunetta, ha poi aggiunto: "Diamo a Bersani la presidenza della commissione per le riforme costituzionali e prendiamo noi la presidenza del Consiglio". Un'altra proposta che non è andata affatto giù ai democratici, i cui rappresentanti Enrico Letta, Luigi Zanda e Roberto Speranza tra poco saranno a colloquio con il presidente della Repubblica.  Le consultazioni al Quirinale: guarda il video della diretta streaming "Governissimo, ma coi 5 Stelle" - "Diremo sì a un governo del presidente. Siamo favorevoli a questa soluzione anche se è prematuro fare nomi su chi potrebbe essere il presidente del consiglio", ha spiegato nel pomeriggio l'altro democratico Paolo Gentiloni a Teleradiostereo 92.7. Un'anticipazione forse avventata, perché il Pd secondo fonti vicine ai dem sarebbe disposto ad un governissimo, sì, ma con tutti dentro: Pd, Pdl, Scelta Civica e... Movimento 5 Stelle. Ammesso che non sia una provocazione per rimandare al mittente la proposta di Berlusconi, sarebbe comunque un'ipotesi irrealizzabile. I grillini l'hanno ribadito anche oggi, declinando il concetto in ogni modo: "No a governi con questi partiti e no a governi pseudo-tecnici". Il messaggio è più che chiaro: il Movimento darà fiducia solo e soltato a un esecutivo targato 5 Stelle. Ritorno al voto - Fantascienza. D'altronde, serve un bel po' di fantasia per uscire dal pantano. Sarà il presidente Napolitano a dover trovare la via di fuga. Che, paradossalmente, potrebbe essere anche un proprio passo indietro: dimissioni anticipate di qualche settimana per costringere i partiti a trovare un accordo sulla presidenza della Repubblica, al netto delle speculazioni sul premier, per poi affidare al nuovo capo di Stato il compito di sciogliere le Camere (Napolitano, in semestre bianco, non ha questo potere) e rimandare tutti al voto.              

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