Roma, 22 nov. (Adnkronos) - I giornalisti italiani hanno proclamato, per il 26 novembre prossimo, la giornata del silenzio dell'informazione per protestare "contro il progetto di legge sulla diffamazione, in discussione al Senato, che si va configurando come un disegno di aggressione a un'intera categoria professionale senza riparare eventuali lesioni della dignita' e dell'onore delle persone per errori o orrori di stampa". Lo comuncia una nota della Fnsi. "Si tratta di una protesta inevitabile dopo l'emendamento approvato oggi, in contrasto anche con il Governo che aveva opposto un suo no tecnico per l'incostituzionalita' sostanziale di norme che modificano irritualmente il codice penale, le regole sulla stampa e non garantiscono equilibrio tra diritti costituzionalmente protetti: quello all'informazione indipendente e libera dovuta ai cittadini e la tutela della dignita' delle persone", prosegue la Fnsi. "Con il carcere possibile solo per tutti i giornalisti italiani, alimentando differenze e disparita' di attenzione, si crea un mostro giuridico che non risolve alcun problema di interesse pubblico. Di contro si realizza, con un atto di ingiustizia palese, una minaccia e una grave intimidazione che mortificano il giornalismo investigativo tutto, limitandone possibilita' di ricerca e proposta di verita"'.Lo sciopero ha l'obiettivo di "richiedere al Parlamento di bloccare questo disegno di legge insensato e brutale e perche' sia riformata la legislazione sulla liberta' dei cittadini e dei giornalisti, introducendo la rettifica documentata, vincolante e riparatrice, e il Giuri' per la lealta' dell'informazione".