Silvio è tornato a farsi sentire, dopo settimane di assordante silenzio sardo e kenyota. Ma ha "dribblato" l'impegno con la Festa dei giovani del Pdl, facendo ulteriormente crescere l'ansia in chi all'interno del partito attende che sciolga la riserva sulla candidatura a premier nel 2013. Il Cavaliere, via facebook, ha detto che "c'è ancora troppa confisione" e che "c'è un tempo per parlare e uno per riflettere". La strategia del fondatore del Pdl ha fino qui pagato, coi vari galli nel pollaio del Pd e del centrosinistra che nelle ultime due settimane si sono scannati non poco. E starebbe aspettando di vedere i sondaggi su Renzi (che solo ieri è partito col suo tour in camper per le primarie) per decidere la strategia da intraprendere. Ma è inevitabile che il suo silenzio e la sua assenza dalla scena pubblica (come capitato oggi ad Atreju) stiano accrescendo il nervosismo tra i big. Per i quali ormai "la frittata è fatta: Berlusconi non può più tirarsi indietro, se lo fa è la fine del partito, rimasto senza guida e senza una candidatura alternativa".