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Il premier sibillino: "Avanti fino al 2013, poi farò il Senatore a vita, occupandomi del Paese". Continua con la politica?

Il premier intervistato in Russia non scioglie i dubbi sul suo futuro politico. Poi l'appello ai partiti: "Serve responsabilità"
di Andrea Tempestini domenica 29 luglio 2012

2' di lettura

  Il premier Mario Monti, impegnato in Russia, dove strizza l'occhio a Vladimir Putin, rilascia un'intervista alla Rossiyskaya Gazeta, e spiega: "Mi hanno chiesto di assicurare la gestione del Paese fino alla primavera del 2013. Io e i miei colleghi stiamo cercando con tutte le nostre forze di farlo nel miglior modo possibile. Naturalmente, però, dopo la fine di questo periodo si terranno le nuove elezioni che determineranno la formazione del nuovo Governo. Pongo molta speranza e mi auspico che in quel momento i partiti politici sappiano assumersi tutta la responsabilità". E lui, il professore, che farà? "Alla fine del mio mandatao di premier io rimarrò, come lo sono adesso, un senatore a vita. Anche questa - ha aggiunto Monti - è stata la decisione del Presidente Napolitano. Grazie a questo incarico avrò modo di osservare la vita del Paese e continuerò a lavorare per il suo bene". Sull'Italia - Poi sulla situazione italiana spiega: "Il nostro paese si basa sui fondamenti solidi. Anche se è vero che abbiamo il debito estero più alto, è vero altresì che il livello dei debiti privati dei cittadini è uno dei più bassi in Europa, grazie ai risparmi accumulati nei decenni dalle famiglie italiane". Così il presidente del Consiglio, che poi ha sottolineato come Italia  e Russia "possiedono forti strutture economiche. Oggi l’Italia è la terza più grande economia in Europa, siamo la settima nazione più sviluppata industrialmente e siamo all’ottavo posto per i volumi di esportazioni. Sotto quest’aspetto vedo delle ampie prospettive di sviluppo dei rapporti economici e culturali, dei rapporti tra le società civili della Russia e dell’Italia".  La "carriera" - Nell’intervista Monti ricorda poi il percorso che lo ha portato a divenire premier. "Ho dedicato tutta la mia vita alla carriera universitaria. Poi per dieci anni ho fatto il Commissario Europeo, ho lavorato a Bruxelles. La prima volta mi ha nominato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, la seconda la decisione è stata del Presidente del Consiglio Massimo d’Alema. In estate e in autunno del 2011 l'Italia ha incontrato delle difficoltà - nel contesto della crisi europea generale e di difficoltà economiche globali. Nella maggioranza parlamentare sono apparse certe divergenze interne, il nostro paese ha cominciato a subire su di sè una pressione esterna da parte dei mercati finanziari. Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano si è rivolto a me con la richiesta di riunire un Governo tecnico. Così chiamiamo i Gabinetti composti da persone che non si occupano in maniera professionale di politica. E i tre maggiori partiti italiani si sono comportati nel modo più responsabile possibile, appoggiando il Governo che ho l’onore di guidare".  

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