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Stefano Bonaccini sulle Sardine: "C'era un ufficiale di collegamento, ma non parlavo con Mattia Santori"

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Giù la maschera, Stefano Bonaccini. Anzi, due maschere. La prima: le ambizioni nazionali del governatore Pd dell'Emilia Romagna sono sempre più evidenti, lo dimostra il titolo del suo libro, ovvero La destra si può battere. Dall'Emilia Romagna all'Italia, idee per un Paese migliore (edizioni Piemme). Ma giù la maschera anche sulle Sardine, i pesciolini anti-Salvini che tanto lo avevano sostenuto in campagna elettorale e che Bonaccini diceva essere totalmente indipendenti. Bene, così non è. E lo dice lui, chiaro e tondo, nei fatti auto-smentendosi: "Contatti diretti con gli organizzatori non ne ho avuti. Ma un rapporto a distanza così positivo o una convergenza così complessa può funzionare solo se c'è un ufficiale di collegamento che fa bene il suo mestiere. L'ho trovato in un ragazzo in gamba che ha tenuto i rapporti con Mattia Santori da un lato, col mio staff dall'altro". Altro che indipendenti, insomma. Lo scorso 20 gennaio, per esempio, Bonaccini affermava di "non aver mai parlato" con Santori. Ma che differenza c'è se lo faceva per interposta persona con un altro esponente delle sardine?

 

 

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