Toghe rosse

Antonio Esposito, i presunti insulti a Silvio Berlusconi? Verso la prescrizione i tre dipendenti dell'hotel che accusavano la toga

La lettera inviata dal vicepresidente del Ppe Antonio Tajani alla presidente Ursula von der Leyen sullo Stato di diritto in Italia e sulla condanna inflitta nel 2013 Silvio Berlusconi è arrivata alla Commissione europea. "Ha ricevuto la lettera". ha fatto sapere il portavoce capo della Commissione Eric Mamer, che sui contenuti non si sbilancia "La stiamo valutando, non abbiamo una risposta in questo momento".

Mentre il Governo italiano continua a tacere sulla vicenda ormai nota sulla condanna di Berlusconi nel processo Mediaset.  Si tratta di audio diffusi dalla trasmissione Quarta Repubblica, guidata da Nicola Porro,  e citati in un pezzo sul Riformista in cui si sente il giudice Amedeo Franco, deceduto nel 2019, che firmò insieme a tutti gli altri le motivazioni della sentenza, dire che il verdetto su Berlusconi "fu guidato". Mentre gli altri colleghi di Franco come il giudice Antonio Esposito (relatore con Franco) annunciano querela, smentendo tutto, a confermare gli audio potrebbe essere un altro magistrato, la cui identità per il momento è sconosciuta, presente a quell'incontro secondo quanto riporta il Corriere della Sera. "La toga misteriosa - si legge - sarebbe pronta a confermare il contenuto e le circostanze di quel colloquio tra il senatore decaduto e il giudice in crisi di coscienza" 

 

 

Mentre si avvia verso la prescrizione  - resa nota dal Fatto Quotidiano - le denuncia contro i tre dipendenti dell'hotel Villa Svizzera di Lacco Ameno, a Ischia, del coordinatore regionale Fi Domenico De Siano, che avevano dichiarato di aver sentito dire da Esposito frasi contro Berlusconi. "Silvio Berlusconi? Una chiavica, gli devo fare un mazzo così".   Esposito sarebbe stato ospite abituale dell’albergo: “Lo ricordo dal 2007 fino al 2010/2011, non so essere preciso”, ha spiegato ai difensori di Berlusconi un cameriere. “Esposito spesso chiedeva di chi fosse la struttura alberghiera ed io rispondevo di De Siano, esponente politico di Forza Italia e all’epoca sindaco di Lacco Ameno. La sua risposta in napoletano era: “Ah sta con quella chiavica di Berlusconi”. Nell’incontrarmi affermava che prima o poi avrebbero arrestato sia il mio datore di lavoro che il Berlusconi”.

E ancora:  “All’ingresso del ristorante invece di dire buona sera, era solito affermare: ‘Ancora li devono arrestare?’, riferendosi a Berlusconi e al mio datore di lavoro”. Un altro dipendente ricorda invece una frase del giudice: “A Berlusconi se mi capita l’occasione gli devo fare un mazzo così”, Esposito ha chiesto alla Procura di Napoli di verificare se “sia ravvisabile l’ipotesi di false informazioni al pubblico ministero, disponendo tutti gli accertamenti al fine di acclarare l’eventuale concorso di altre persone (verificando in particolare chi ha segnalato all’avvocato Larosa i tre nominativi e l’eventuale ruolo nella vicenda dal De Siano)”.