Intervista di Pietro Senaldi

Silvio Berlusconi a Libero: "La magistratura colpisce Matteo Salvini per affondare il centrodestra"

Pietro Senaldi

I nostri lettori stanno spedendo migliaia di firme per sostenere la sua candidatura a senatore a vita come risarcimento morale per la condanna molto discussa che le è stata comminata: la sorprende?
«Mi onora e mi commuove. L'affetto dei lettori di un giornale come Libero, dei tanti italiani che hanno aderito a questa iniziativa, per me è molto importante. Ha un significato che va al di là della stessa politica e che mi ripaga di molte amarezze».

Perché non è uscito prima l'audio nel quale uno dei giudici che la condannarono ammette che fu un complotto?
«Su questo, direttore, mi deve permettere una precisazione. L'audio non è stato divulgato prima al pubblico, per rispetto verso la posizione delicata nella quale si trovava il giudice Franco. Quando l'ho incontrato, ho visto un uomo sofferente, impaurito, tormentato. Dopo la sua scomparsa è stato possibile renderla nota senza recargli danno. Io però ho parlato più volte, anche pubblicamente, dell'esistenza di questa registrazione, pur senza fare nomi e senza entrare nei dettagli. E soprattutto già da oltre 4 anni la registrazione è stata messa a disposizione dell'autorità giudiziaria preposta ad occuparsi della vicenda, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, alla quale abbiamo fatto ricorso. È quindi totalmente forviante dire che la registrazione è uscita solo ora, dopo la morte del giudice Franco».

Come spera che le nuove evidenze cambino la situazione, magari alla Corte di Strasburgo?
«Spero semplicemente che si riconosca quello che emerge in modo chiaro dalle parole degli stessi magistrati: sono stato oggetto di una sentenza politica fuori dalla realtà e senza alcun fondamento giuridico».

Il discredito che sta travolgendo la magistratura è una sua rivalsa?
«Assolutamente no, anzi assisto con profonda amarezza a quanto sta accadendo. Non lo meritano i magistrati seri e per bene che ci sono ancora. Non lo meritano gli italiani, che hanno il diritto di potersi fidare della magistratura. Però è necessario che la verità emerga tutta, anche a tutela degli onesti e delle persone perbene. Per questo mi auguro che il dottor Palamara vada fino in fondo nelle sue deposizioni. Io personalmente non ho bisogno di rivalse, il mio onore è ampiamente riscattato dagli oltre 200 milioni di voti che gli italiani mi hanno dato in questi 26 anni, un record assoluto non solo in Italia ma probabilmente in tutte le democrazie occidentali».

Stanno riservando a Salvini un trattamento Berlusconi?
«L'uso politico della giustizia purtroppo è ricorrente. La magistratura politicizzata non accetta assolutamente che la guida del Paese possa essere affidata a qualcuno che non sia di sinistra. È stato così per i protagonisti del pentapartito ed è stato così per me. Ora è la volta di Salvini. Evidentemente si teme la certa vittoria del centro-destra alle prossime elezioni».

Forza Italia dà segni di ripresa: a cosa lo attribuisce?
«Credo che proprio in questa fase difficile, gli italiani possono ritornare ad essere consapevoli dell'importanza di un'opposizione ferma e insieme responsabile. Forza Italia è una realtà unica nella politica italiana: siamo la sola forza coerentemente liberale, cristiana, europeista, garantista, portatrice dei valori dell'Occidente, della società aperta, della democrazia liberale. Senza Forza Italia non esiste un centro-destra vincente, un centro-destra credibile, un centro-destra capace di governare».

Perché non sostiene il proporzionale, che le consentirebbe di andare al governo in ogni caso?
«Noi non vogliamo affatto andare al governo "in ogni caso", noi siamo orgogliosamente all'opposizione e ci interessa solo partecipare ad un governo coerente con i nostri valori e i nostri programmi. Cosa evidentemente impossibile con molte delle forze dell'attuale maggioranza: con la sinistra e con i Cinque Stelle siamo strutturalmente incompatibili».


È vero che è stato corteggiato dalla maggioranza per dare il suo appoggio?
«Alcuni lo dicono. Ma vede, quando una signora non è in alcun modo interessata al corteggiatore, spesso non si accorge neppure del corteggiamento. Dev' essere quello che è accaduto a me».

Perché non fa un'opposizione dura al governo Conte?
«Qui, caro direttore, si rende necessaria un'altra precisazione. Non so cosa significhi opposizione dura, ma invito tutti a non confondere la moderazione e l'equilibrio dei toni e del linguaggio con la disponibilità sui contenuti, rispetto ai quali c'è invece un profondo dissenso. Non abbiamo bisogno di urlare né di demonizzare i nostri antagonisti, che per noi sono avversari, non nemici. Ma questo non ci rende meno intransigenti verso un governo che giudichiamo del tutto inadeguato e inadatto a guidare il Paese, a maggior ragione in una situazione così difficile».

Qual è la sua opinione sulle misure economiche del governo, accusato di avere una politica esclusivamente assistenzialista?
«La risposta è semplice: non c'è una sola fra le categorie produttive che non sia gravemente scontenta di questa situazione. Dagli imprenditori ai sindacati, dai commercianti agli artigiani, dal lavoro autonomo alle partite Iva tutti lamentano di essere abbandonati a sé stessi. Abbiamo rivolto un estremo appello al governo - i tre leader dell'opposizione insieme - perché desse qualche segnale concreto verso il mondo del lavoro e dell'impresa. Ancora una volta, solo vaghe promesse e nei fatti una cattiva pratica statalista e assistenziale. Per questo abbiamo dovuto astenerci sullo scostamento di bilancio. Non abbiamo detto no, perché siamo responsabili e non possiamo privare l'economia di liquidità in questo momento drammatico. Ma non abbiamo neppure potuto avallare l'idea di fare nuovi debiti, a carico delle generazioni future, senza un'idea seria su come impegnare quei soldi, che sono i soldi dei nostri figli».

Tasse, divieto di licenziamento, rigidità: si esce così dalla crisi?
«Ha presente quei medici del passato che curavano ogni tipo di malattie con i salassi? Nella gran parte dei casi peggioravano le condizioni del paziente, togliendogli il sangue e quindi la vita. Tassare un'economia già in difficoltà risponde alla stessa logica: significa togliere linfa vitale ai mercati con effetti probabilmente letali».

Abbiamo chiuso le frontiere per battere il Covid, ora lo importiamo con i barconi: siamo fessi o masochisti?
«Una politica seria sull'immigrazione è fondamentale anche a prescindere dal Covid: a questo proposito devo ricordare che il nostro governo è stato l'unico ad azzerare gli sbarchi, dieci anni fa, senza bisogno di impiegare la forza, con una politica responsabile di accordi internazionali».

Perché è contrario alla legge anti-omofobia, pur essendo stato sempre dalla parte del mondo gay?
«In verità io non sono dalla parte del "mondo gay", semplicemente perché non credo che esista un "mondo gay". Esistono tante persone diverse l'una dall'altra, che ovviamente non devono essere discriminate, insultate, aggredite per i loro orientamenti sessuali, nè per il colore della pelle, per la religione professata, l'etnia di appartenenza, le convinzioni politiche o morali. L'espressione "mondo gay" fa pensare non ad una parità di diritti - che è naturalmente doverosa - ma ad una lobby ideologica che trasforma l'identità sessuale, fatto squisitamente privato, in un modello culturale da esibire ed affermare. Questo è lo spirito di iniziative come il "gay-pride", che non solo non mi piacciono, ma credo non facciano il bene delle persone omosessuali, auto-ghettizzandole e riducendole ad una sgraziata caricatura. La legge sull'omofobia nasce proprio da questa pressione ideologica: non tutela le persone, ma limita - almeno potenzialmente - la libertà di chi vuole proporre altri stili di vita, affidandola alla discrezionalità del singolo giudice. Sostanzialmente si vuole introdurre un reato di opinione il che confligge con il modello liberale e garantista in cui noi crediamo. Le opinioni sbagliate vanno combattute non già con la repressione penale bensì con l'insegnamento di corretti modelli culturali fin dalla scuola ed eventualmente anche con lo svolgimento di lavori socialmente utili. Forza Italia ha condotto con successo alla Camera una grande battaglia per ridurre gli effetti liberticidi di questa legge, una battaglia per la quale voglio ringraziare in particolare Mariastella Gelmini e il nostro capogruppo in commissione giustizia Enrico Costa. Tuttavia questo non basta a rendere accettabile un provvedimento nel migliore dei casi inutile».