Resa dei conti

Mario Draghi, Di Battista punge Di Maio: "Chi è davvero il divino banchiere", M5s pronto ad esplodere

Alessandro Di Battista si è scagliato contro Mario Draghi in maniera molto dura: così facendo ha sancito definitivamente la spaccatura interna al Movimento 5 Stelle, ma soprattutto è uscito allo scoperto dove rischia di rimanere presto solo. Sì, perché quello di Dibba contro l’ex presidente della Bce è un atto di accusa anche ai suoi compari grillini e in particolare a Luigi Di Maio, che ha deciso un cambio di passo verso una linea governista e dialogante, anche con chi prima era visto come il male assoluto. “Il divino Draghi - è l’attacco di Di Battista - ha diretto l’acquisizione da parte della Repubblica italiana di titoli speculativi che hanno arricchito le banche private ed impoverito le casse dello Stato. Sull’acquisto di derivati perdura un sostanziale segreto di Stato, la verità farebbe male”.

Poi l’affondo che riguarda anche il M5s: “Farebbe male a quei tecnici strapagati, con curricula di tutto rispetto, usciti dalle migliori università del pianeta, che inorridiscono quando il popoluccio si interessa di questioni che vanno oltre il calcio mercato, che tuttavia sono stati capaci di farci perdere miliardi di euro e che adesso sognano persino di sedersi al Quirinale, supportati da una classe politica che non può far altro che restare in silenzio avendo la bocca tappata dalle mani ossute di centinaia di scheletri negli armadi”. Dibba sembra però aver fatto male i conti: su Draghi potrebbe rimanere solo perché Di Maio e tanti altri grillini hanno un pensiero completamente diverso. Una cosa è certa: l’intervento a gamba tesa di Di Battista è la prova finale che il M5s sta per esplodere, la resa dei conti è vicina.