Il candidato a Roma

Enrico Michetti, "il saluto romano?": lo schiaffo alla sinistra, come hanno provato a strumentalizzarlo

Alla fine la fumata bianca è arrivata. Dopo diversi vertici, l’ultimo è stato davvero decisivo: Enrico Michetti è il candidato a sindaco per Roma del centrodestra, mentre Simonetta Matone sarà la sua vice e Vittorio Sgarbi (che si è ufficialmente ritirato dalla corsa per la poltrona di primo cittadino) l’assessore alla Cultura. “È stata una giornata memorabile”, ha dichiarato a La Repubblica l’avvocato conosciuto come fondatore della Gazzetta amministrativa e ‘tribuno’ radiofonico per un’emittente locale. I suoi collaboratori lo chiamano però ‘professore’, essendo anche docente di Diritto pubblico all’università di Cassino. 

 

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“Per un cittadino romano - ha aggiunto - potersi cimentare in una sfida di tale portata è straordinario. Mi riempie di gioia sapere che il mio nome è stato scelto da una coalizione ampia, che ha dialogato con grande civiltà: ringrazio tutto il centrodestra e spero di ripagare la fiducia garantendo a Roma, se verrò eletto, la buona amministrazione”. Qualcuno all’interno della coalizione aveva grossi dubbi sulle possibilità di Michetti, che pagherebbe la scarsa popolarità, soprattutto a livello mediatico: “Tutti i dubbi sono assolutamente legittimi, l’idea era trovare il candidato migliore ed è importante che si siano confutati aspetti anche marginali, lo si fa nell’interesse collettivo”. 

 

 

Poi Michetti ha chiarito a La Repubblica un episodio controverso che lo ha riguardato, quello della frase sul saluto ‘igienico’: “C’è il video. Mi hanno chiesto di spiegare l’origine del saluto romano e ho detto che era con la mano aperta in segno di pace, senza alcuna connotazione rievocativa”.