Le tessere del mosaico

Sergio Mattarella, "vaffa" al Pd sul Quirinale? Alessandro Sallusti: occasione storica per il centrodestra

Fuori uno. Sergio Mattarella si toglie irrevocabilmente, verrebbe da dire, dalla corsa per la sua successione sfilandosi dall'abbraccio del Pd di Enrico Letta che per tenerlo in pista le ha provate tutte. Un attestato di stima, quello di Letta, ma soprattutto una mossa della disperazione non avendo il Pd un candidato spendibile e neppure, per la verità, i voti per eleggerne uno più o meno a caso, neppure insieme agli alleati grillini. Ieri il presidente in carica ha stoppato la furbata del Pd che stava per presentare una riforma alla legge costituzionale per impedire la rielezione del presidente uscente, in realtà un trucco per fare superare a Mattarella la sua nota ritrosia a continuare il settennato perché ciò non sarebbe nello spirito della Costituzione.

 

PER SOSTENERE LA CAMPAGNA DI LIBERO CLICCA QUI E FIRMA LA PETIZIONE: "NO A CHI VUOLE RUBARCI IL QUIRINALE"

 

 

 

 

Il trucco consisteva in questo: caro Mattarella, vai avanti tu che tanto sarà l'ultima volta perché ai tuoi successori questa possibilità sarà impedita per legge. La prossima tappa del "giro del Quirinale" arriva a Mario Draghi. Lui però pone una condizione oggi difficilmente realizzabile: una elezione per acclamazione, cioè al primo voto con maggioranza qualificata come accadde solo per Cossiga e Ciampi, perché lui di rischiare la pelle nella lotteria del voto segreto di mille peones disperati proprio non ci pensa. Qualcuno può garantirgli questa autostrada? Probabilmente no, stante l'anarchia dell'attuale quadro politico, e allora addio Draghi presidente (ma questo sarà più chiaro nelle prossime settimane).

 

 

 

 

E allora ecco che per la prima volta, nelle elezioni del Capo dello Stato, il Centrodestra può dire la sua, cosa che fa uscire di testa sia la sinistra che i Cinque Stelle che già hanno lanciato una campagna mediatica per impedire che ciò avvenga, alla quale noi di Libero abbiamo risposto con una petizione, "No a chi vuole rubarci il Quirinale" alla quale ieri ha aderito ufficialmente, e per questo lo ringraziamo, Matteo Salvini. Salvini, Meloni e Berlusconi hanno la competenza e la forza parlamentare per scegliere il successore di Mattarella, da soli o insieme a chi riterranno. Cercheranno di impedirglielo in tutti i modi, facciamogli sentire - anche firmando la nostra petizione - che non sono soli.