corsa ad ostacoli

Quirinale, Clemente Mastella: "Verso lo scontro". Caos in Parlamento, una spevantosa profezia

Si parla convulsamente di Quirinale e anche Clemente Mastella dice la sua. Il sindaco di Benevento, intervenuto ai microfoni della trasmissione L’Italia s’è desta condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, si lascia andare a una profezia. Questa parecchio cupa per Mario Draghi. "C’è una distanza abissale tra il Paese e un Parlamento svuotato che ha perso la sua funzione fondamentale – ha esordito mettendo le mani avanti -. Un conto è la maggioranza di governo attuale, altro conto è l’elezione del Capo dello Stato che riguarderà quello che accadrà dopo, quando torneranno in campo i partiti. Il problema è che i partiti sono divisi". 

 

 

Per Mastella infatti nessuno, eccetto forse Giorgia Meloni, è in grado di controllare le proprie truppe parlamentari. E non è un caso che in molti hanno tirato per la giacchetta Sergio Mattarella, con l'obiettivo di convincerlo a un bis. "Per la prima volta nello Stato repubblicano - ha proseguito - i gruppi misti sono in maggioranza rispetto ad alcuni partiti tradizionali. Questa è la variante impazzita". Da qui il tentativo di Draghi che, secondo il primo cittadino, "proverà a tutti i costi a diventare il Presidente della Repubblica".

 

 

Un'elezioni irta di ostacoli. Per Mastella infatti "i peones senza patria" vogliono arrivare a fine legislatura e se la candidatura dell'attuale premier significasse finirla, allora non lo voterebbero. "Se - invece - Draghi dovesse garantire che questa legislatura arriverà comunque al 2023 allora diventerà presidente della Repubblica, ci dovrebbe essere una sorta di patto stabilito con le forze di maggioranza per andare avanti anche senza Draghi al governo". La partita si gioca dunque sul filo del rasoio.