Il successore di Mattarella

Quirinale, Marcello Sorgi e il clamoroso sospetto su Giancarlo Giorgetti: "Ha 55 anni. E nel 2013, Napolitano..."

Marcello Sorgi, nel suo editoriale su La Stampa, tira fuori un nome del tutto inedito per il Quirinale. È quello di Giancarlo Giorgetti, potrebbe essere lui la "carta coperta" di Matteo Salvini nella partita del Colle. Si tratterebbe di un "presidente 'normale', lontano dalla retorica del padre della Patria. Una proposta umile in partenza, non segnata dal senso di sfida. È solo un'ipotesi, ma qualche indizio va in questa direzione", scrive l'editorialista.

 

 

Del resto i "sì però" di Salvini e anche di Giorgia Meloni sulla candidatura di Silvio Berlusconi, osserva Sorgi "non promettono niente di buono". Non solo. "Letta e Pd, ancora faticano ad accettare l'idea di un presidente proposto dal centrodestra, dopo un quarto di secolo in cui il gioco è stato in mano al centrosinistra. E sperano che dopo l'eventuale fiasco di Berlusconi - hai visto mai che riuscisse davvero a farsi eleggere? - i giochi si riaprano". E "il modello Giorgetti", osserva Sorgi, "risponde a queste caratteristiche? Vediamo. Ha 55 anni, nato a Cazzago Brabbia, vicino Varese. È ministro, deputato da 25 anni, è stato sindaco, presidente di commissione, sottosegretario a Palazzo Chigi. Nel 2013 Napolitano lo chiama a far parte del comitato di 10 saggi che devono elaborare un programma di riforme, a partire da quelle istituzionali, che non si faranno".

 

 

E oggi "con Zaia e Fedriga sta tra i pochi a cui è consentito dissentire pubblicamente. Inoltre è un atlantista, ha buoni rapporti con l'alleato Usa, è un convinto europeista. Riassumendo: esperienza, anche istituzionale, ne ha. Buoni rapporti a destra, e anche a sinistra, pure. Non essere perfettamente allineato con Salvini potrebbe giovargli. Meno l'essere ancora relativamente giovane. La strada per il Colle è lunga. Ma ad esempio nel 2006, di Napolitano, eletto a maggio - a dispetto di D'Alema, che dovette ritirare la candidatura -, si parlava già da marzo". Sarà così?