L'elefantino

Silvio Berlusconi, la clamorosa profezia di Giuliano Ferrara: "Qual è il suo destino"

Silvio Berlusconi è e sarà per sempre Silvio Berlusconi. Emblematico, scrive Giuliano Ferrara su Il Foglio, è il suo "sonnellino imperiale", "al momento del passaggio del Monza in serie A" che "certifica lo status unico di quest'uomo che ha preso in carico per tanti anni la Repubblica scassata dalle cosche e dai magistrati, in parte l'ha rafforzata in parte l'ha svuotata, e ora vive una età politicamente postuma al sé stesso di ieri ma illuminata dalla mite indifferenza ai fatti, perfino ai gol, e dalla grandeur simbolica". 

 

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E se Forza Italia si sta "un po' sfasciando" e sulla guerra in Ucraina abbia espresso posizioni poi corrette, prosegue Ferrara, "la sua parabola sembra inscalfibile, gli errori non lo toccano". Del resto il Cavaliere, "ha il physique du rôle del grande vecchio che in un sonnellino sovrano di primavera mescola, come dice il poeta, memoria e desiderio. La sua lezione magistrale", aggiunge Ferrara, "è che i peccati si scontano vivendo". E così "il tracciato umano, privato e pubblico di Berlusconi non può prevedere altro che un lieto fine, un happy ending iperhollywoodiano".

 

 

Il Milan, poi, sottolinea Ferrara, "può essere del fondo finanziario che si voglia, e cambiare ancora proprietà, ma simbolicamente resta il suo Milan, il Milan del Cav". Berlusconi in pochi giorni "ha festeggiato lo scudetto da un balcone di Piazza Duomo a Milano e la promozione del suo gioiellino privato e di corte all'ombra della Torre di Pisa. Il lieto fine assume dunque ora la veste di un derby prossimo a essere giocato: se vince il Milan, il Cav. festeggia, se vince il Monza, il Cav. festeggia". Insomma, conclude il giornalista: "Se lo mettano in testa i sordidi nemici giudiziari dell'uomo con il sole in tasca: non può perdere, festeggiare è la sua natura".